Rassegna storica del Risorgimento
1860 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; MILLE (SPEDIZIONE DEI)
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1938
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pagina
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259
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Di un volume di documenti sulla rivoluzione siciliana, ecc. 259
salvo il direttore Maniscalco; e poi egli ha una faccenda col Mundy. Ecco di che si tratta, e il caso è imperfettamente narrato da Enrico Albanese nelle sue Memorie o piuttosto appunti. Il capitano Paterno Sessa andò dal Lanza per dirgli che la rivoluzione avrebbe avuto termine, e Garibaldi sarebbe partito, se si accordasse ai siciliani la costituzione del 1812. La duchessa di Monteleone e altre persone influenti disponevano del paese. Ma bisognava parlarne all'ammiraglio Mundy. Questi si abboccò col Lanza, e propose la liberazione dei sette nobili arrestati il 7 aprile, e la costituzione del '12, ma in seguito a una preghiera e a un voto del Decurionato al re. Si convocò il Decurionato, ma nessuno intervenne, e la cosa mori sul nascere. E sarebbe finita sempre cosi, perché gli animi erano mutati, e di sopra alla costituzione che garantiva la autonomia dell'isola, c'era oramai l'unità della gran Patria; e gli uomini, che avevano lavorato e sfidato la vita nell'esilio, e lavoravano ora accanto a Garibaldi per vedere la Sicilia riunita all'Italia e cementare l'unità nazionale, non erano disposti a rinnegare se stessi per soddisfare le lagrime sentimentali di qualche anima arretrata.
Ripigliamo il racconto.
Vengono i due bollettini dello Stato Maggiore, che danno Garibaldi sconfitto e fuggiasco, mentre questi è a Gibilrossa. Il luogotenente annunzia al re che Garibaldi dinanzi all'attacco delle truppe, volge in fuga per imbarcarsi, ma egli manda una nave per ghermirlo; e invia i due bollettini del 25 e del 26. Quello del 26 non può essere più tragicomico: il capo di Stato Maggiore scambiava, come si sa, il manipolo che accompagnava l'Orsini, pel grosso dei garibaldini e delle squadre; e il Lanza contento, s'illude che il bravo colonnello von Mechel l'insegue con la sua colonna a breve distanza e senza dar respiro .
A Palermo le posizioni delle truppe erano queste: occupavano con considerevoli avamposti Monreale, il Palazzo reale, il piano dei Por-razzi, tutto lo stradale di S. Antonino, la villa Giulia, il Foro borbonico, Castellammare, Quattroventi, Olivuzza, Uditore, Passo di Rigano e Boccadifalco; il 25 poi si manda in rinforzo alla parte meridionale il 1 reggimento di linea eoi generale Marra, che occupa porta S. Antonino e gli avamposti del ponte delle Teste, del ponte dell'Ammiraglio e di porta di Termini.
Ho citato il giornale del capo di Stato Maggiore; esso fu in parte pubblicato nella Nuova Antologia, se non erro, e dall'Agrati; qui è per intero, va dal 4 aprile al 19 giugno, e oltre a testimoniare della persistenza della rivoluzione innanzi all'arrivo di Garibaldi, narra le cose