Rassegna storica del Risorgimento
1860 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; MILLE (SPEDIZIONE DEI)
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1938
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260 luigi Natoli
avvenute dopo. Non sempre esattamente. Per esempio sotto la data dell'11 maggio, annota: Verso mezzogiorno è stato segnalato dall'impiegato di Marsala che colà si stava praticando il disbarco di due piroscafi, ecc. , Evidentemente il Polizzy è stato tratto in errore; perché le navi entrarono nel porto di Marsala non prima delle tredici, e il dispaccio non poteva essere trasmesso prima di quell'ora. Ma queste son bazzecole.
H 26 scrive: Si è veduto sulle vicine montagne e propriamente al convento di Gibilrossa maggior movimento delle bande, sicché si è dato avviso agli avamposti d'essere più all'erta ; il che significa che una possibile invasione era alle viste, per cui il Lanza ordinò qualche movimento nelle truppe. Il 27 poi il capo di stato maggiore registra:
All'alba è battuta la generale. Tutte le truppe disponibili han preso le posizioni loro assegnate in caso di allarme. Si è inteso un forte fuoco di fucileria degli avamposti situati alla parte meridionale della città. S. E. ha mandato il capitano di Stato Maggiore de Rada per sapere che cosa è avvenuto. Dopo ebrea un'ora è ritornato... ed ha rapportato a S. E. che le bande dei rivoltosi in forte numero avevano attaccato le truppe collocate al ponte delle Teste, al ponte dell'Ammiraglio, a porta di Termini ed a porta S. Antonino; e che a questi due ultimi posti erano state le truppe attaccate anche da dentro la città, sicché trovandosi fra due fuochi, il generale Marra chiedeva rinforzi. S. E. ha detto al capitano de Rada d'andare di nuovo dal generale Marra per dirgli che gli mandava subito un altro battaglione di rinforzo, ma che avesse sostenuto le posizioni fino agli estremi... Il capitano de Rada nel giungete a porta S. Antonino ha trovato che il generale Marra dava le disposizioni per ritirarsi, ed all'ordine comunicatogli da parte di S. E. rispose: u Dite a S. E. che io stimerei ritirarmi con la truppa, perché qui non si può resistere. Il capitano de. Rada ha recato tale risposta a S. E., che gli ha ingiunto di ritornare nuovamente dal generale Marra inculcandogli di non ritirarsi. Però all'altura del bastione di porta Montai to si è incontrato con la truppa in ritirata e col generale, il quale, avendo il secondo ordine di S. E., ha arrestato la truppa ed attaccato di nuovo i rivoltosi, senza però poterli fare indietreggiare. Il combattimento si è prolungato al bastione di porta Montai io qualche ora di più, e la truppa si è ritirata al largo di S. Teresa.
II quale racconto veritiero modifica e aggiunge qualche cosa di nuovo a quello che si sa, e parla non di filibustieri , ma d'insorti, che attaccavano di dentro la città fin dal mattino.
Il generale Lanza di tutto ciò da un annunzio scheletrico, forse perché era ancora nel forte della mischia : sono le ore 10:
stamane la città di Palermo s'è rivoltata, e le reali truppe sono state attaccate dalla parte di S. Antonino e dalla Flora dalle squadre calate da Misilmeri e da Gibilrossa, e dall'interno dalle squadro palermitane.