Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; MILLE (SPEDIZIONE DEI)
anno <1938>   pagina <261>
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Di un volume di documenti sulla rivoluzione siciliana, ecc. 261
Quale sia stato l'umore della città, prima della venuta di Garibaldi, si vede da una lettera annessa dal Lanza nel rapporto del 30 maggio. La lettera è datata dei 26:
La città fa ieri in dubbio; oggi però gli spiriti sembrano aver preso vigore, perché si assicura che Garibaldi avesse solamente usato uno strattagemma, per indurre i napole­tani di andare al Parco... A me pare che il Governo facesse del tutto per fare una difesa seria, ma che prepara sotto mano tutto per potere imbarcare nell'ultimo momento tutte le truppe... I vapori reali stanno tutti qui, tengono sempre la macchina accesa, si piazzano ogni sera avanti Toledo, dirimpetto strada sant'Antonino... Iansietà è grandissima oggi; si vuole che Garibaldi sarà prima di lunedi a Palermo.
Dallo stesso scrittore della lettera, in data del 28, si hanno le ore precise dell'attacco di Garibaldi. Chi scrive abitava a porta di Termini; egli assicura che quando si batteva la generale
erano le 4; e quasi contemporaneamente cominciava il combattimento al ponte dell'Am­miraglio; alle 5 Garibaldi con 1000 circa piemontesi e 3 a 4000 siciliani armati entrarono per la porta di Termini. Tutto ciò ho veduto dalla mia casa. Il quartiere di porta sant'An­tonino continuava a difendersi fino alle 11 a. m. alloraquando si rese... Ieri dalle 6 a. m. fino alla notte si slanciarono bombe dalla cittadella, e da fuori le fregate bombardarono Toledo e lo stradone di sant'Antonino con palle e granate.
Dunque fino alle 6 i Mille non erano entrati che in parte di Palermo.
Sulla fortuna dì Garibaldi si occupò il Sansone, attribuendola alle lettere di Francesco II al Lanza, le quali depongono in favore del re, cui ripugnava vedere la seconda capitale del Regno ridotta un pugno di macerie; ma più e prima di queste lettere la fortuna dei Mille è nel comando borbonico incapace, pauroso, irresoluto, che disperde le sue forze in andirivieni inutili, senza approdare ad altro che a tenere lon­tane da Palermo le bande; è nella difensiva ad ogni costo; è nella insuffi­cienza della crociera borbonica; ma è sopra tutto nello spirito e nel con­corso dei siciliani; senza i quali Garibaldi avrebbe aggiunto un altro e più illustre martire al necrologio della patria. Il 23 maggio erano in Palermo 20,290 uomini atti alle armi con 571 ufficiali, 36 pezzi di arti­glieria; e queste truppe non si vincono con mille prodi e con tremila uomini non avvezzi a combattere ordinatamente e male armati, quando non sono incoraggiati da due milioni di compatte opinioni.
H volume contiene un rapporto del generale Salzano; il rapporto è del 2 luglio; è postumo, ma si riferisce alle sue proposte anteriori alla presa di Palermo. Egli aveva finito il suo compito fin dal 3 di maggio, e non poteva disporre delle truppe; si limitò a proporre. Poiché si era