Rassegna storica del Risorgimento

anno <1938>   pagina <265>
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LVARIETÀ, APPUNTI E NOTTZIEM
1 1 UN PIACENTINO IN RUSSIA NEL 1815 I
Nella mia monografia La nobile famiglia Ratti di Piacenza pubblicata nella Rivi-sta Araldica di Roma (aprile 1936), ho avuto occasione di trattare anche di Siro HI Ratti, Ispettore delle Poste dei Ducati di Parma e Piacenza, figlio del dott. Dome­nico, già Segretario del Supremo Consiglio di Giustizia di Piacenza, e nipote di mons. Andrea, Arcivescovo titolare di Adrianopoli. D. Ratti, che morì in Parma il
2 ottobre 1842, ebbe vari incarichi di natura politica anche, unitamente al cav. Giu­seppe d'Azara Ministro di Spagna a Roma, durante fl. periodo napoleonico, presso l'allora generale Bonaparte e fa favorevole alle nuove idee, ma verso il 1815, svolse anche una missione (o comunque soggiornò per qualche tempo) in Russia. Ciò ci fa pensare che la sua attività, finora quasi del tutto ignorata, non sia stata priva di importanza, (almeno per la regione degli ex Ducati di Parma e Piacenza) in quella epoca cosi interessante. Aveva studiato a Lione ed era amico e in corrispondenza epistolare con Gian Battista Bodoni, con Giuseppe Poggi, noto giansenista, e più tardi col Conte di Neipperg. Aggiungiamo che il Giordani, in varie sue lettere, si esprime sfavorevolmente nei riguardi del Ratti ma, forse, senza fondamento.
Dobbiamo ad una cortese comunicazione del prof. Pericle Perali, archivista dell'Archivio Vaticano, la notizia di questo viaggio e della residenza in Russia, del Ratti, notizia sulla quale si desidererebbero, però, maggiori informazioni. Essa risulta, indirettamente, da una lettera scritta da Mosca (senza data, ma di poco poste­riore al 30 gennaio 1816) da Mons. Filippo Badosse, Superiore della Chiesa catto­lica dei SS. Pietro e Paolo al Nunzio Apostolico a Vienna, mons. Gabriele Severoli (17571824) che fu più tardi cardinale, come pure lo fu mons. Ignazio Nasalli (1750-1831) (cui si accenna nella lettera che segue) già Nunzio in Svizzera.
La lettera del Badosse (che era stato, un tempo, beneficiato nella Basilica di Santa Maria Maggiore* e autore anche di una importante opera: De Bullis, pubbli­cata in Roma nel 1793) cosi si esprime:1) Illustrissimo, Reverendissimo ed Eccel­lentissimo Monsignore; scusi la libertà che mi prendo racomandando a Vostra Eccel­lenza Reverendissima il Sig. Cavaliere Ratti che passa costì per tornare in Parma sua Patria. Mi è molto nota la sua Famiglia avendo conosciuto in Roma Mons. Ratti suo zio e il suo Cugino Mons. Nasali. Dal Medesimo poi intenderà la storia dei suoi avvenimenti e la raggiane del suo soggiorno in Russia. Ivi è stalo bene accolto da tutta la Nobiltà essendosi condotto da ottimo Cavaliere. Dal medesimo intenderà quàl sia Vattuale mio stalo, quello clic faccio e come vivo . La lettera prosegue trattando di altri argomenti, ma non accenna più al Ratti.
Se si pensa all'importanza del periodo del Congresso di Vienna e degli esordi della Restaurazione, alla funzione della Russia nella politica europea del primo Otto­cento è all'atteggiamento dei vari Stati italiani, apparirà evidente che anche questo dettaglio biografico e storico merita di essere rilevato, nella fiducia che possa venire,.
con ulteriori ricerche, meglio chiarito.
H Emiro NASALU-ROCCA
IJÌ Archivio Segrete Apostolico Vaticano, Archivio della Nunziatura di Vienna, 1815-16 Miscellanea, fase. VII, n. 62: Nonnulla circa Societatem Biblicam et sigliate circa Arehiepiscopum Mochflovienscn, quo ad insani Societatem.