Rassegna storica del Risorgimento
MARCHINI GIOVANNI
anno
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1938
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pagina
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266
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266 Angelo Ottolini
GIACOMO MARCHINI
Il prof. Ottone Leimovari ha pubblicato nella Rassegna, fascicolo di maggio 1937-XV, alcuni documenti, trovati nell'Archivio del B. Liceo-Ginnasio P. Verri di Lodi, riguardanti la carriera scolastica media di Giacomo Marchini, lasciando nei lettori la curiosità di sapere qualche cosa di più.
Il Marchini, come risulta dalla denuncia prodotta alla polizia austriaca e firmata dal can. Luigi Anelli,I) fu sorpreso a leggere poesie contenenti allusioni sospette. Di chi fossero queste poesie il Lennovari non dice e neppure chi fosse il Marchini. Di lui trattò Emilio De Marchi in una bella prefazione 2) sfuggita a quanti si occuparono di proposito dell'opera di romanziere e scrittore,3) di lui lasciò ricordo quel grande pedagogista che fu Aristide Gabelli il quale, dedicandogli i suoi Pensieri*' scrisse: Fu Giacomo Marchini uno degli uomini più mirabili ch'io abbia conosciuto nella mia vita. Aveva ingegno sveglio e acuto e fecondità di pronta fantasia e cuore squisitamente delicato e gentile; ed era poeta, chi guardi al pregio delle sue cose, non al rumore che levarono, insigne, tanto la nitidezza d'un pensiero eletto e vivace si adagia sempre in una forma casta, precisa, senza secchezza, e flessuosa senza superfluità.
Ebbene, le poesie incriminate, causa di denuncia, che il Marchini andava leggendo per nutrire il suo spirito d'amor di patria e d'odio contro lo straniero erano del Berchet e il commissario di polizia che Io prosciolse fu il fratello dello stesso poeta. Vedi ironia della sorte. H Marchini aveva commesso per quei tempi una colpa assai grave e ne sentirà in seguito le tristi conseguenze.
Nato di poverissima famiglia in Casaletto Ceredano, presso Crema, il 13 giugno del 1822, riuscì, con gravissimi stenti, a frequentare gli studi classici distìnguendosi per la sua vocazione alle lettere e per il culto della musica. Finito il liceo a Lodi, s'iscrisse all'Università di Pavia. Alla fine del primo anno, scrive il De Marchi, si presentò agli esami e li superò con tanta facilità, che avrebbe potuto chiedere un posto nel Collegio Ghislieri, ma gli nocque il cattivo rapporto della polizia dell'anno precedente. La sua carriera fu così troncata per sempre.
Tornato a casa e stabilitosi a Crema visse alla meglio facendo qua e là lezioni, finché, venuto il quarantotto, prese il volo verso il Piemonte; si arruolò nel Battaglione degli studenti, combatte e fu ferito e dopo il rovescio di Novara si rifugiò, come tant'altri, nella vicina Svizzera.
Proclamata l'amnistia tornò a Crema, quindi ottenne un posto d'istitutore in un collegio di Varese ove rimase per sette anni consecutivi.
i) Cfir. il nostro studio: Luigi Anelli storico e patriota, in La Lombardia nel Risorgimento Italiano, Milano, 1922, p. 6896 e le Notizie detta Vita e delle opere dell'aiate Luigi Anelli premesse da Arcangelo Ghiaieti a / sedici anni del Governo dei Moderati (1860-1876), Como, 1929,
2) Un poeta, scritti di Giacomo Marchini con. prefazione di E.. De Marchi, Milano, G, Agnelli, 1886.
3) Non è citata dal Croce o nemmeno nella nota bibliografica posta in appendice allo studio sul De Marchi fatto da N. Sammartano, Palermo, Sandron, 1926.
*) Milano, Bcrnardoni, 1886.