Rassegna storica del Risorgimento
CORBOLI BUSSI GIOVANNI ; SCLOPIS FEDERICO
anno
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1938
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pagina
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274
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274 Libri e periodici
Degno dì rilievo e anche il capitoletto dedicato afl* attualità * del Carducci. Se* condo il Dolci, egli fu la più alta voce del suo tempo e sintetizzò, come solo possono fare i geni della poesia, le energie civili e le aspirazioni ideali della saa Nazione: uomo integrale e totalitario del quale è solo possibile ora una piena comprensione, nel dima storico e spirituale rinnovato dal Fascismo, di cui fu forse il precursore pio. consapevole. E non c'è bisogno per questo (hen osserva l'A.) di alterare in qualche modo i suoi lineamenti, né di darò olle sue espressioni un significato diverso da quello che volle dar loro il Carducci stesso. Il quale naturalmente fu (enon poteva non essere) per certi lati legato allo passioni e alle necessità politiche del suo tempo, soprattutto per il suo spirito demo orati co e apertamente anticattolico, ma per altro per tutta la vita egli affermò la perenne romanità dell'Italia cui assegnò una missione mondiale che ne giustificasse il Risorgi* mento glorioso e per tutta la vita ebbe la certezza incrollabile nell'ascesa del popolo italiano.
Se il Dolci al suo ben meditato lavoruccio volesse dare, pur conservando le linee essenziali del disegno, uno sviluppo più ampio e nutrito, farebbe cosa senza dubbio intéressante e anche assai proficua agli studi.
MARINO CIBAVEGNA
ANTONIO MONTI, 1861-1936. Dal Regna all'Impero; Milano, Vallardi, 1936-XV, in-lo pp. 170. L. 8.
È una cronologia degli avvenimenti italiani più notevoli, soprattutto sotto l'aspetto coloniale, dall'inizio del Regno alla proclamazione dell'Impero, con riproduzioni nitidissime di uomini, di luoghi, di battaglie celebri, di ordini e di proclami originali.
Il diario si apre con una notizia del 1859, la quale giungerà nuova a non pochi: Antonio Rizzo, nato a Palermo nel 1827, fonda a Mossaua un'azienda per l'importazione e l'esportazione dall'Abiasinia. penetra poi nelle regioni nord-orientali del Paese, diviene amico del Degiasmacc Negussiè, figlio di un ex Re del Tigrai e che, combattendo contro il Negus Teodoro, riesce a conquistare i domini paterni. Dal Negussiè il Rizzo ottiene la concessione in suo favore dell' Homasieu con il suo centro, l'Asinara, abitata da circa tremila anime .
Seguono altre notizie, importantissime, del 1859: una comunicazione fatta al Conte di Cavour da mons. Giuseppe Massaia dell'intenzione del potente Ras tigrino Negussiè di cedere al Re di Sardegna un tratto di costa del Mar Rosso in cambio di aiuti pecuniari e militari contro l'Impero d'Etiopia; una lettera allo stesso Cavour del Padre Leone dal campo di Negussiè, nella quale il missionario informa il Ministro dei passi fatti da Antonio Rizzo presso il Re tigrino per fondare una colonia italiana; e una lettera di Antonio Rizzo, che metta il Cavour ad aderire alle richieste del Negussiè di poche centinaia di soldati sardi o, eventualmente, di una somma di danaro, e mette in luce l'importanza di Massaua e la fertilità dell'Hamassiè.
La guerra del 1859 ha impedito lo sviluppo ulteriore delle trattative; ma resta ormai accertato che, prima ancora che l'Italia si costituisse in Nazione indipendente, era già posto il nostro problema coloniale ed era già, cosi, segnato il nostro grandioso destino.
E come si sia esso compiuto, dopo 75 anni di ascesa faticosa ma costante, culminata con la rapida e strepitosa conquista d'Etiopia, è narrato qui, quasi giorno per giorno, con note spesso scarne e nervose* ma sempre precise e colorite.
Una sessantina di pagine introduttive rievocano i tratti più salienti della storia del Regno d'Italia sino ad oggi con profonda conoscenza della materia ma con una forma cosi piana, calda e avvincente ohe ben si adatta anche olle persone men colto alle quali, oltre che agli studiosi, raccomandiamo relegante o pregevole volumetto.
MARINO ClBAVEONA