Rassegna storica del Risorgimento
CORBOLI BUSSI GIOVANNI ; SCLOPIS FEDERICO
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1938
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289
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Vati dell'Istituto 289
mostra dell'Acqua Paola, dove il 30 giugno 1849 furono postate le ultime batterìe in difesa di Roma, e quivi degnamente collocarlo in modo che il monumento possa essere decorosamente custodito ed onorato .
H consultore Fonterossi propone che nel nuovo Monumento-Ossario del Gia-nicolo vengano collocate anche le ceneri degli ufficiali Valenziani, Bogi e Ripa, caduti per la liberazione di Roma nel 1870, e quelle dei popolani caduti gloriosamente nell'eccidio di Casa Ajani, durante l'insurrezione romana del 1867. La Consulta decide di accogliere tale proposta, ed il presidente Cceearelli dichiara che si riserva di presentare a suo tempo un memoriale in proposito a S. E. il Governatore di Roma.
H presidente ha quindi indicato le conferenze che saranno tenute durante il 1938 nei locali gentilmente concessi dall'Accademia di S. Luca. Il Gomitato Romano intende pure prendere l'iniziativa di una solenne rievocazione di Michele Rosi e la Consulta approva la proposta del consultore Morghen di fare apporre al a Visconti anche una lapide che ricordi le benemerenze di insegnante e di studioso di chi tanto degnamente educò le giovani generazioni all'amore della patria e della scienza.
A seguito del voto espresso dal Comitato Romano, il Governatore di Roma ha prontamente disposto che fosse effettuata una ricognizione dei resti raccolti nell'Ossario del Gianicolo.
La mattina del 12 gennaio alle ore 8,30, alla presenza dei rappresentanti del R. Istituto per la Storia del Risorgimento e di funzionari del Governatorato e della Questura, si sono iniziati i lavori di sollevamento della lapide che nell'epigrafe ricorda in italiano ed in latino i difensori della libertà italiana che nel 1849 pugnando da forti contro le galliche schiere perirono o vinta la Città esuli per ogni parte d* Italia caddero di ferro austriaco , rammentando anche i caduti italiani del 20 settembre 1870.
Sollevata l'ampia targa marmorea si è proceduto alla demolizione di un muro assai erto e, dopo oltre due ore di lavoro, si è scoperta sotto una volta la camera mortuaria nella quale apparivano disposte numerose casse; quelle di zinco ben conservate, quelle di légno in istato di deterioramento.
Poiché la lapide era nel testo puramente commemorativa, senza indicazioni di nomi, v'era dell'incertezza pei resti che potevano essere conservati nell'ossario che era stato costruito nel 1879.
Ma il rinvenimento oggi avvenuto, ha dimostrato l'esattezza di quanto era stato pubblicato in proposito su Camicia Rossa. Infatti, in una cassa di legno, quasi in isfa-celo, sono apparsi otto teschi che si sono identificati per quelli degli otto fucilati a Cu' Tiepolo: Ciceruacchio, Bossi, Bragigalussa, Franternali, Laudadio, il prete Ramo-rino, Parodi che era stato con Garibaldi pure a Montevideo, e il piccolo Lorenzo Brunetti, il figlio minore di Ciceruacchio, del quale, con viva commozione, si è potuto vedere il teschio infantile.
Sono questi i valorosi che usciti da Roma con Garibaldi, dopo la caduta della Repubblica, furono fucilati dagli Austriaci a Ca' Tiepolo.
In un'urna di zinco, contrassegnata dall'alabarda istriana, sono conservati i resti di Giacomo Venezian, il triestino eroe della Legione Medici, caduto al Vascello*, un'urna contiene le ossa del capitano polacco Padulak e di duo altri ignoti volontari della Legione Polacca, morti nel 1849 ai Parioli e che erano stati inumati a Villa Borghese.
Dei caduti del 1870 sono state rinvenute le spoglie dell'artigliere Agostinelli, che era stato in un primo tempo sepolto alla vigna Devoti a San Giovanni, e del sergente dei cavallcggeri Novara Tomaso Bonezzi, ucciso in ricognizione a Sant'Onofrio sulla Trionfale il 14 settembre 1870, il primo caduto dei soldati di Cadorna.
Tutte le ossa che erano nelle casse deteriorate sono state pietosamente raccolte in apposite urne.