Rassegna storica del Risorgimento

FANTUZZI MARCO ; STATO PONTIFICIO
anno <1938>   pagina <295>
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IL CONTE MARCO FANTUZZI E IL MOVIMENTO RIFORMATORE NELLO STATO PONTIFICIO
(Continuazione e fine)
IV. LA RIFORMA DEL SISTEMA DOGANALE
ED IL FANTUZZI
Il moto riformatore, di cui abbiamo trovato testé signi fi -cative affermazioni in una città di provincia, si manifestava con caratteri più marcati al centro dello Stato. Spinto dal corso stesso delle cose, ammaestrato dalla esperienza ricavata nell'esercizio dell'ufficio di tesorier generale della Camera apo­stolica, conscio della necessità di radicali innovazioni, Pio VI aveva messo mano nelle complicate questioni economiche dello Stato, portando in quest'opera lo spirito del tempo. Fra i suoi tentativi e le sue realizzazioni è certo di importanza capitale là riforma del sistema doganale ordinata con chirografo del 26 aprile 1786. In tale documento erano fissati i criteri fonda­mentali che dovevano regolare la riforma: abolizione delle dogane e dei dazi interni; costituzione di un'unica cinta doga­nale ai confini dello Stato, dove soltanto si dovevano pagare i dazi sulle importazioni e sulle esportazioni; compilazione di una tariffa generale e, per quanto possibile, specifica, con la prescrizione dell'uso delle sole misure e pesi romani. Nella redazione della tariffa si dovevano tener presenti i fini che il legislatore si proponeva di raggiungere: la protezione e l'inco­raggiamento dell'economia nazionale. Quindi era prescritto, quanto alle materie prime, di gravare l'estrazione di quelle nazionali con dazi che permettessero alle fabbriche dello Stato di fare le loro necessarie provviste, in concorrenza con gl'incet­tatori forestieri, e di permettere l'introduzione di quelle estere, mediante il pagamento di tenui dazi, da aumentarsi nel caso che tali materie prime potessero prodursi nello Stato a fine di incoraggiare la loro produzione. Quanto alle manifatture era