Rassegna storica del Risorgimento
FANTUZZI MARCO ; STATO PONTIFICIO
anno
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1938
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304 Luigi Dal Pane
ed altri che avevano grandi relazioni e favori in Roma pretendevano esenzioni e ad ogni momento ponevano inciampi, sollevando controversie per i più. futili motivi, come pretese mancanze di rispetto e di riguardi.1}
A tali imbarazzi si aggiungeva la mancanza di organiz" zazione dello Stato che impediva di frenare le soperchierie e le evasioni dei potenti. Contro gli sforzi degli onesti amministratori si ergeva la barriera del generale disordine.
Il Fantuzzi ehhe modo, attraverso la sua esperienza personale e i continui contatti avuti con Roma, di seguire da vicino le vicende della riforma. Il Ruffo trova in lui un ammiratore: sono frequenti infatti gli elogi per i talenti, le cognizioni, il disinteresse del tesoriere generale. Ma i nemici del piano cer* cavano di distruggerlo, sabotandone l'esecuzione. Ruffo non vidde, o non potè provvedere ad una cosa sostanziale, quale era quella degl'Impiegati sicuri. Si trovò circondato da' nemici del Piano, e da gente che non ne cercava che la distruzione, ed il proprio interesse . Alla fine dell'amministrazione del Ruffo tutti costoro, che erano stati da lui depressi e frenati alzarono la testa e si diedero a tutt'uomo ad impedire gli sviluppi della riforma. Il suo successore si trovò talmente avviluppato, che non potè essere in istato di eseguire, ciò che in genere desiderava, e fu trascinato a servire alla distruzione del Piano .
Insieme al malvolere degli uomini il Fantuzzi assegna al parziale insuccesso pratico della riforma molte altre cause: la mancata compilazione di un codice doganale; l'eccessivo frazionamento ed incertezza delle stime e tariffe; gli arbitri nella minorazione dei dazi e nella libertà d'introduzione; il disordine in materia di spese per l'amministrazione delle dogane.
x) Archivio Fantuzzi: Memorie varie del Conte Marco Fantuzzi fino al 1800i inserto ITI, ce, 1011: Imbarazzi particolari e gravi della Soprintendenza di Romagna*