Rassegna storica del Risorgimento
FANTUZZI MARCO ; STATO PONTIFICIO
anno
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1938
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pagina
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308
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308
Luigi Dal Pane
un nesso fra il moto riformatore e la Rivoluzione, ma non intese la funzione storica dell'uno e dell'altra.
In tale stato d'animo il Pantuzzi scrisse i suoi pensieri e piani sullo Stato Pontificio.
Il gruppo più notevole di queste memorie è contenuto in un volume manoscritto che reca la data 1799-1800 e ha per titolo Memorie economiche e politiche per lo Stato ecclesiastico. Tutti i più importanti rami della pubblica amministrazione son sottoposti ad esame, come dimostrano i titoli delle parti che lo compongono: Cariche ed impieghi; Comunità e Buon governo; Annona; Tesorieri provinciali ed appalti camerali; Camera apostolica; Spese; Imposizioni e rendite; Consulta; Giudizi; Forze armate; Studi; Beni ecclesiastici; Costumi; Prelati; Commercio; Agricoltura.
Tuttavia non bisogna credere che in ciascuna di queste trattazioni il Fàntuzzi recasse un apporto di solide idee: molte proposte rivelano la stanchezza dell'uomo perseguitato e scorato ed hanno il carattere di ripieghi provvisori, di soluzioni momentanee e transitorie. In genere l'odio per i principi rivoluzionari conduce il nostro autore nella facile strada delle declamazioni intonate alla distruzione del nuovo e al ritorno all'antico. Egli sembra essersi bagnato nel Lete, ma il bagno non è stato completo. Ogni tanto affiora la vecchia esperienza e gli detta qualche pensiero di utile riforma.
Così, mentre ai desideri e ai propositi di restaurazione si connettono i continui richiami alla necessità di rinnovare i quadri delle pubbliche amministrazioni, sostituendo agli impiegati, contagiati dal giacobinismo, nuovi elementi fedeli al Governo pontificio ed ai laici gli ecclesiastici; il Fàntuzzi è certo influenzato dalle prove e dalle osservazioni fatte nel periodo precedente della sua vita, quando propone le cautele da adottarsi contro la corruzione dei pubblici amministratori. Benché egli si fosse prefisso di escludere dalle sue memorie (tutto ciò che potesse sembrare censura, critica, e disonore