Rassegna storica del Risorgimento

FANTUZZI MARCO ; STATO PONTIFICIO
anno <1938>   pagina <319>
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// conte Marco Fantuzzi e il movimento riformatore, ecc. 319
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Le cose dette nel corso del nostro studio ci consentono una valutazione ed un inquadramento dell'opera del Fantuzzi. Posto in un periodo di transizione fra un mondo che tende a scomparire ed i fermenti del nuovo, egli riassume in se l'anti­tesi del suo tempo. Legato per i vincoli della famiglia, della tradizione, del sentimento, delle convinzioni al passato, egli non riesce tuttavia a sottrarsi alla suggestione dei mali e dei disordini di una società inferma e di un governo inetto. Questo panorama gì'impone il proprio linguaggio, lo incatena alle proprie esigenze; egli traduce le sue impressioni immediate con una ingenua spontaneità. Perciò documenta, con l'opera e la parola, le condizioni, i bisogni, le trasformazioni sociali della vita che gli pulsa intorno. In mezzo all'anarchia di uno Stato quasi inesistente sente, per alcuni lati, la necessità della organizzazione moderna dello Stato, unitaria e accentrata; in mezzo al particolarismo economico avverte l'esigenza di un più ampio respiro dell'economia dello Stato e la necessità di regolarla da un punto di vista unitario; di fronte ad una finanza confusa, ad una legislazione caotica, ad un'ammini­strazione disordinata pone idee di ordine, di codificazione, di milizia regolare, di burocrazia stabile ed ordinata. Dalle esen­zioni e dai privilegi è Condotto ad affermare idee di giustizia distributiva; dalla repulsione che inspira qualche legame e vincolo antico salta fuori prepotente qualche idea di libertà e la vista disgustosa del regno dell'arbitrio genera il pensiero di controlli e di limiti. Ma egli è convinto di esser sempre fedele all'ordine costituito; crede di correggere soltanto abusi e difetti. Questo è il lato debole del suo pensiero, ma, nello stesso tempo, il fatto che dà maggior risalto ai suoi tentativi. Se avesse obbedito all'imperativo di astratte ideologie, se avesse rivestito il suo operare di miti, non si saprebbe ora