Rassegna storica del Risorgimento

DE LIETO (FAMIGLIA)
anno <1938>   pagina <325>
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La famiglia De lieto nel Risorgimento nazionale 325
prolungare la permanenza in Napoli, partì per Reggio e rientrò così dopo undici anni nella sua casa.
A Reggio era intendente, Roberto Betti, studioso di letteratura inglese e presto si legò di sincera amicizia al De Lieto; questa amicizia gli valse di poter restare nella città, mentre il Ministero di Polizia aveva ordinato di confinarlo a Roccella. Potè così dedicarsi alacremente alla propaganda delle idee liberali nella provincia, pur essendo severamente sorvegliato dalla polizia. Quattro anni dopo il suo ritorno a Reggio, il De lieto sposò Caterina Cavassa, figlia di Simone Gavassa genovese, che fu amico personale di Giuseppe Bonaparte e di Gioacchino Murat e che, venuto in Calabria a causa del suo commercio, vi si era stabilito in seguito al matrimonio con la signora Grazia Corigliano. Acquistate larghe relazioni commerciali, spesso si valse dei marinai dei piroscafi che facevano scalo a Reggio per inviare e ricevere corrispondenze e giornali che non si potevano affidare alla posta.
LA. RIVOLUZIONE DEL 1847
La provincia era tutta in fermento, attivi centri di preparazione erano Santo Stefano di Aspromonte e Reggio: si preparavano armi, si fabbricavano cartucce, si confezionavano scarpe e giberne. *) Nella cassa della rivoluzione, tenuta dal canonico Pellicano, erano pervenute cospicue offerte: Federico Genovese aveva offerto quattromila ducati; milleottocento Stefano Romeo; milleseicento C. De lieto. Ormai si aspettava la rivoluzione come un prossimo avvenimento. Verso la fine di agosto, nell'albergo Vittoria a Messina ebbe luogo un convegno; parteciparono i reggini C. De lieto, i fratelli Plutino, il canonico Pel­licano ed i messinesi, Piraino, Giuliani, Pracanica, Costa, franco, Grano, Laudi. Si stabilì di far sollevare contemporaneamente le due città il giorno 2 settembre.
La sera del 27 e 28 agosto nella casa di C. De lieto si adunarono i più caldi liberali per prendere i dovuti accordi sull'imminente solleva­zione. La mattina del 2 settembre, si nota in città un insolito movi­mento, verso le 9 appariscono gruppi di armati che formatisi in colonna percorrono il corso acclamando al Re costituzionale, al Papa, all'Italia, allo Statuto; in prima fila il diacono Francesco Surace di Sant'Alessio,
l) p. PELLICANO, Memorie della mia vita. Stai. Tip. dì V. Morano, Napoli 1887, pp. 54-55.