Rassegna storica del Risorgimento
DE LIETO (FAMIGLIA)
anno
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1938
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pagina
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326
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326 Q. Morabito De Stefano
con un crocifisso nella destra, una pistola nella sinistra e sul berretto un cartello con la scritta; Viva Pio IX. Dai paesi vicini arrivavano i capo urbani con le loro compagnie ma premuti dalla popolazione insorta ben presto dovettero sgombrare la città. Un'altra colonna di cui facevano parte i dirigenti Muratori, De lieto, Pellicano, Genovese, Cimino, con la bandiera tricolore in testa, sul cui drappo rosso era scritto da un lato Pio IX e dall'altro Italia, percorreva la città.
Bisognava far conoscere il programma di questa rivoluzione, dire che cosa si voleva e quale carattere veniva ad assumere. Casimiro De lieto, in nome della città, si assunse 1* incarico e diresse alle provincxe di Napoli e Sicilia il seguente proclama:
Reggio alle Provincie di Napoli e di Sicilia.
Fedeli alle nostre promesse, noi abbiamo innalzato i tre colori della indipendenza nazionale Italiana, col fragoroso applauso di Viva il Re Costituzionale Ferdinando Secondo, Viva la Libertà.
La costituzione del 1820, così felicemente ottenuta, cosi spontaneamente giurata, violata poscia e tradita, veniva (senza diritto) invasa e distrutta dalla baionetta dello straniero. Quanti mai, nei trascorsi 26 anni, tentarono di risvegliarne la rimembranza, comprarono col proprio sangue quel martirio politico che ne santifica la loro memoria. Fratelli! alle armi ! ricordiamo il sangue dei Martìri. H progresso della libertà civile e politica, in parecchi dei diversi Stati d'Italia, e più che in tutti, nello Stato del Religioso ed Evangelico Vicario di Gesù Cristo il Glorioso Pio IX, ci conferma nel sacrosanto desiderio di divenir Uberi. Gloria presente e futura al Vicario di Gesù Cristo, Pio Nono!
Forti per numero, unione, volontà, noi fedeli ai precedenti accordi, correremo sulla Capitale del Regno ove siamo ansiosamente aspettati. H nostro principale pensiero è la sacra inviolabilità della persona del Re Ferdinando Secondo, l'allontanamento dalla sua persona di quei pochi maligni intriganti, che lo hanno sempre frastornato dal fare il bene del popolo delle Due Sicilie. Rispetto alle persone ed alle proprietà! Non è Cittadino, chi invilisce il nobile pensiero di libertà nella bassezza degli odii privati. Noi vogliamo l'ordine, e guai e morte a chiunque s'attenterà di disturbarlo o di opporsi alla nostra Santa Risoluzione, che è la Redenzione della Patria. Noi vogliamo, al paro delle più civili nazioni d* Europa, un governo costituzionale rappresentativo, poggiato sopra forza veramente nazionale e con tutte quelle garentie che assicurano la libertà e l'eguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge.
Compatriotti dei due Regni, adempite ancor voi alle vostre promesse, correte alle armi, secondate il nostro patriottismo, mostriamo all' Europa che siamo meritevoli del nome di nazione.
Che tatti, i pensieri cedano al solo pensiero di divenir liberi. Che il nostro motto ria sempre: Viva il Re Costituzionale Ferdinando Secondo, Viva la Libertà! I)
Reggio, li due .settembre 1847.
i> VTSAIÌEX, Lotta e Martirio del Popolo Calabrese, id., p. 92*