Rassegna storica del Risorgimento
DE LIETO (FAMIGLIA)
anno
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1938
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pagina
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328
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328 G. Marabito De Stefano
essa intuito la crudele manovra, ne rendeva subito avvertito il comandante del piroscafo, pregandolo di voler differire la partenza. Era il vapore Peloro e ne aveva il comando Salvatore Consiglio, palermitano, giovane generoso entusiasta della libertà. Chiamato il macchinista si finse un guasto alla macchina ed i supposti lavori diriparazione si protrassero a lungo e sino a quando s'imbarcava la Signora che aveva con sé tutti i suoi cinque figli in tenera età. Giungeva a Napoli il giorno 15 a sera.*)
L'arrivo nella capitale di una giovane e bella signora che veniva per chiedere la grazia della vita pel marito, suscitò l'interesse generale nella classe pia eletta della città. Per F interessamento di Giuseppe Marini Serra, di Antonio Starace e di mons. Code, confessore di Corte, la Signora potè aver subito udienza dal Re, che pur non lasciando trapelare i suoi intendimenti, mostrò un certo interesse.
Ma l'angosciosa ansietà aumentava ogni giorno nella Signora perchè ignorava quali disposizioni fossero partite per Reggio e se le fucilazioni fossero state sospese. Non potendo resistere a tanta angoscia, accompagnata dal Marini Serra, si recò in casa del Sovraintendente ai telegrafi per conoscere se fossero partiti ordini per Reggio; dapprima il funzionario si chiuse nel massimo silenzio, ma in seguito intenerito dalle preghiere fini col dire: Tradisco il mio dovere, ma non posso resistere e vi dico, Signora, di stare tranquilla perchè le fucilazioni furono in tempo sospese . Saputo che il giorno successivo il Re si sarebbe recato a Caserta, la Signora accompagnata dai figli, si fece trovare alla stazione di Caserta ed il Re nel vederla le disse: Ritiratevi, Signora, state tranquilla. Avute in seguito formali assicurazioni dell'ottenuta grazia, tornava a Reggio.
Si riuniva il 28 settembre 1847, la Commissione militare che condannava il De lieto insieme agli altri alla pena di morte col terzo grado di pubblico esempio, ma venne tutto sospeso in seguito alla grazia sovrana intervenuta. Dopo pochi giorni Caterina De Lieto, tornava a Napoli ed otteneva che la pena di morte inflitta al marito venisse con Regio decreto del 27 ottobre commutata in 30 anni di ferri. E prima di lasciare Napoli, ottenne dal generale Roberti, allora comandante di
l) Nel Diario e detto ohe la Signora aveva con se tutti e cinque i figli, mentre il colonnello Ferdinando, terzogenito, assicurava al Visalli ch'egli solo allora bambino di tre anni, fu portato a Napoli tra le braccia della madre: V. VISAUUC, Lotta e Martirio del Popolo Calabrese. Nota a p. 177.
Mi attengo a quanto e scritto nel Diario, perchè trovo più logico che la Signora per impressionare il Re e l'ambiente della capitale, conducesse con sé tutti i figli.