Rassegna storica del Risorgimento

DE LIETO (FAMIGLIA)
anno <1938>   pagina <331>
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La famiglia De Lieto nel Risorgimento nazionale 331
di scegliersi i colleglli. Guglielmo Pepe il 30 marzo, convocati coloro che riputava idonei, tracciò d'accordo un programma che pur essendo phl breve e più semplice, non differiva sostanzialmente da quello del Sali­ceti. H programma non piacque al Re che per attenuare al Pepe l'ama­rezza della repulsa e forse anche per allontanare da Napoli un vecchio ed impenitente rivoluzionario gli offerse il comando del corpo di esercito che si accingeva a partire per la Lombardia.*)
Finalmente il 3 aprile, Carlo Troya giunse a risolvere la crisi labo­riosa tenendo per sé la presidenza e nominando agli esteri il Dragonetti, agli interni l'Avossa, alla giustizia il Vignale, ai lavori pubhlicil'Uberti, alla guerra il Del Giudice, alle finanze il Ferretti, all'istruzione pubblica l'Im-briani, all'agricoltura Antonio Scialoia, agli affari ecclesiastici il Ruggiero.
Il nuovo programma non era altro che un'edizione riveduta di quello del Saliceti.
Stretto dagli avvenimenti del LombardoVeneto e dalla popolare agitazione, il Ministero fu sollecito a mandare a Roma i plenipotenziari per la Lega italica, di cui tanto si parlava in quei giorni.
LA DIFFUSIONE DELL'IDEA LIBERALE A REGGIO
Benché Casimiro De lieto fosse rimasto a Napoli dopo la sua libe­razione dalla galera, preso dal vortice delle Vicende politiche, non lasciava di seguire gli avvenimenti della sua città. A Reggio vi erano i
l) Scriveva Lord Napier al visconte Palmerston:
Napoli, il 1 aprile 1848. Il partito radicale riconosce per suoi capi i signori Saliceti, lieto e generale Pepe. Il generale Pepe, ricevuto dal Re V invito di far un gabinetto, sottomise a S. M. d'accordo col signor Saliceti un progetto comportante un cangiamento radicale nella costituzione esistente e l'ordinamento del governo. Pro­poneva: 1 Di abolire la Camera dei Pari, o almeno di sospenderla finché la Camera dei deputati essendo riunita avesse a decidere, col consenso del Re, se la Camera superiore e quale sarebbe la natura delle sue istituzioni e funzioni; 2 Di abrogare la legge eletto­rale attuale e di sostituirci un sistema di suffragio universale che si esercerebbe nella scelta dei collegi elettorali da cui i deputati sarebbero direttamente eletti: 3 H can­giamento di tutti gli ufficiali pubblici in tutti i rami del servizio civile: questo cangia­mento si opererebbe inviando in tutte le provincie commissari con tutti i poteri neces­sari per deporre le autorità locali e rovesciare il precedente ordine di amministrazione. Dopo qualche esitazione, il Re, ch'erosi diretto a tutti senza poter riuscire a comporre un Ministero sembrava disposto a compiere pur a queste condizioni, quando la sua riso­luzione si cangiò repentinamente, informò il generale Pepe per iscritto essergli impos­sibile di utilizzare i suoi servizi a condizioni si rivoluzionarie e unitamente a persone in cui non aveva confidenza .
Corrispondenze diplomatiche intorno alla questione del Lombardo-Veneto nel 1848 pubblicate sa II Costituzionale di Firenze n. 81, 36 settembre 1849.