Rassegna storica del Risorgimento

DE LIETO (FAMIGLIA)
anno <1938>   pagina <332>
immagine non disponibile

332 G. Marabùo De Stefano
nipoti Cuzzocrea figli di una sorella del De lieto che non lasciavano sfuggire alcun fatto d'importanza politica senza dare ampii ragguagli allo zio e facevano presente i provvedimenti che occorreva prendere per 1 avvenire della città. La casa della suocera era un vero osservatorio politico; la signora Cavassa, che dirigeva l'avviato commercio, non s'interessava solo di spedizioni d'agrumi ma alternava gli affari com­merciali con i politici. I marinai o impiegati delle navi che approda­vano a Reggio e avevano nuove da recare o corrispondenza da consegnare convenivano in casa Cavassa; i nipoti ivi attingevano le notizie, le vagliavano e diffondevano in città o in provincia le più sensazionali allo scopo di tenere alto il morale dei pochi aderenti all'idea liberale. ')
Pasquale Cuzzocrea che in seguito dovette svestire l'abito talare, perchè il vescovo non vedeva di buon occhio la propaganda politica fatta da un sacerdote, si adoperava a creare comitati ed a spiegare al popolo che cosa era la Costituzione. s)
Scriveva allo zio per informarlo del suo operato e degli inconvenienti che si verificavano a Reggio:
Avevamo combinato come vi avranno scritto i miei fratelli di riunirci per ogni ceto ed eligere un Comitato di cui conosciamo l'indispensabile necessità; ma intanto è destino della nostra patria che nulla si potesse fare perchè una ambizione smodata s'impadronì del cuor di tutti, e tutti vorrebbero esser tutto, ma specialmente i più metti. Pensammo perciò di concerto con D. Antonino Cimino di riunirci cosi amiche­volmente fra di noi, e formare un Comitato che simpatizzasse colTidca comune di tutti, d'individui che lo comporranno saremo D. Antonino Cimino, D. Agostino Più tino, il can. Marra, l'aw. Mezzatesta, D. Domenico Spanò Balano [Bolani], l'aw. Tripepi, il medico Dedorninico, ed io. Pensammo perciò mettervi in conoscenza di tutto farci mettere in corrispondenza col Comitato generale di costi, acciò non sorga qualche con­ciliabolo a disturbare le buone operazioni; che noi vi terremo informati degli affari della Provincia e di quanto sapremo da Messina, credo che voi approverete la nostra determinazione e porterete quelle modifiche che stimate utili.
Debbo d'altronde avvisarvi che qui comunque gridassimo tutto è tranquillo, tutto è finito pure ci sgomenta assai assai l'oprare del Governo, e specialmente desi­deriamo che richiamiate l'attenzione di cotesto Comitato sui seguenti articoli che ci sembrano interessantissimi.
1) V. lettere di G. Cavassa Corigliano al genero, in data 8 e 29 marzo, 1, 3, 5, 13, 15, aprile 1848. Arch. Provino, di Stato di Reggio Calabria, Doc. De lieto.
2) Pasquale Cuzzocrea veniva soprannominato Monsieur Cristo e Pistola. In una lettera del 29 marzo 1848 Domenico scriveva allo zio: ... Anche ieri D. Ago­stino Platino e Romeo andarono da Monsignore il quale dicesi avesscti bene ricevuti ed ottennero che desse il permesso al solo Prete Monsieur Cristo e Pistola di andare a prendersi la messa o a Bova, o a Oppido, o a Milcto perchè egli non tiene ordi­nazione per ora . Arch. Provine, di Stato di Reggio Calabria, Doc. De Lieto.