Rassegna storica del Risorgimento

DE LIETO (FAMIGLIA)
anno <1938>   pagina <334>
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334 G. Morabito De Stefano
altri fatto un progetto di farsi una lìbera contribuzione e mandare a Messina per acquistarle, ma i nostri paesani son difficilissimi nello spendere. Qui il vecchio ancor lotta col nuovo, molti non si persuadono del nostro stato; al primo leggere della data Costituzione, chi temeva d'un inganno, chi si dispiaceva, ed i soli pochi godevano. Basta dirvi che sentendomi per 4 giorni predicare su l'oggetto per come avrete saputo, assai mi biasimavano ancor dicendo Non si è castigato . Speriamo che il tempo ed i fatti possano alfine recar loro quel lume che ora non vonno vedere. *)
Notizie più complete dava il nipote Domenico in data 17 febbraio:
... Noi qui giusta l'ordinanza firmata C. Poerio siamo riuniti in guardie Nazio­nali. Ed usciamo 40 per ogni sera divisi in quattro pattuglie coi corrispondenti Capi Posti. E guardie, e Capiposti sono posti alla rinfusa giusta un catalogo provvisorio che se ne sta facendo, ma finora l'affare va camminando bene. Si temè d'una congiura che si voleva organizzata dalla Bassa gente per rubbarc depredare, se occorreva assas­sinare, ed anche incendiare la sera del Veglione quanto tutti starebbero alla festa; per tal fine abbiamo fatti molti arresti la prima sera che fummo di guardia cioè dome­nica 13 corrente, tal cosa da molti si crede vera ed interessantissima, ora fu sventata e sempre fu ottima cosa per mostrare che vi è un occhio che vigila per non comettersi delitti, ma fin ora non si hanno elementi tali da poter credere a questa diceria che acquistò la credenza di tutti. In somma si vigila.
Messina riceve le barche di Reggio, ma son poche quelle che vanno, e le operazioni di negozio fino al momento sono ammortizzate. Ma dagli altri punti se pervengono barche là non si ricevono, e per timore non ne vanno. Si parla di assalto alla Cittadella. L'opera è forte ed ardua perciò si prepara, ma l'esecuzione è sempre procrastinata. Qui però su tai fatti non si à che una immensa curiosità per appurar quel che è, e quel che dovrà esservi.
La Costituzione de' 10 febraio fu pel nostro Paese una vera confusione di opi­nioni, qui non sapevasi, non si sa, e ci resta soltanto sperare che si saprà che vuol dire Costituzione. E per tale ignoranza che si dice buona, mediocre, cattiva, pessima, intollerabile ed anche vergognosa.
Questo è quel che non sa dirsi, perchè non si sa qual dovrebbe essere. Ciò vi dico perchè la vostra mente riandando alla respirazione traspirazione e del carcere vedesse su la condizione di noi di Reggio. Ma i punti solo ove convengono tutti che è neces­saria una riforma sono 1 nell'art. 67. Onde il Re non potesse sciogliere la guardia Nazionale. 2 Che fosse ristretta la durata di cinque anni dei Deputati. 3 Che si esprimesse chiaramente che devono le Camere decidere se è conveniente, e come alla Nazione, e poi il Re intimar la guerra conchiuder la pace. 4 E ristrettiva molto la non tolleranza di altri colti. Ma poi l'entusiasmo nostro forse troppo eccitato, non vorrebbe sentir parlare in una Carta Costituzionale di Monarchia Costituzionale, ma vorrebbe lo schietto vocabolo costituzione puro quanto il nostro cielo; vorrebbe sentire lanciata qualche parola che indicasse una ideata traccia di una lega Italiana, vorrebbe che nel­l'art. 72 non ai dicesse Perciò solo se ne rende responsabile, pare ai volesse alludere per­chè l'atto avesse o non avesse vigore, e si vorrebbe nei Ministri una intiera responsa­bilità. Infine il nostro cuore nel leggere l*art. 63 intero specialmente la 2a sezione sente il dispiacere dell'avaro nel dar l'elemosina. Ma si prega ora per bnone istituzioni di guardia
0 Arch. Provine, di Stato di Reggio Calabria, Doc. De Lieto.