Rassegna storica del Risorgimento
DE LIETO (FAMIGLIA)
anno
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1938
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pagina
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335
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La famiglia De Lieto nel Risorgimento nazionale 335
Nazionale. Pel censo elettorale che fosse il più che è possihile democratico, e questa è preghiera generale. E per un buon Intendente che è la prima cosa. Ò ricevuto per la posta la vostra dei 7 che mi piacque assaissimo, ed i vostri suggerimenti ci erano stati guida. Più non mi dilungo perchè non panni altro esservi d'interesante a dirvi, e poi non ho tempo, perchè spero che potessimo tra breve concertare, e poi rappresentare la Virginia d'Alfieri a beneficio de' poveri, e voglio fosse ciò aggiustato entro oggi. Vorrei si promuovesse la pubblicazione di qualche giornale cose tutte pressanti...
P. S. E notizia assicurata da tutti che ieri sera si sia preso il Forte Porta Rea! Basso dà Messinesi. Il nostro comandante d'armi Farina che prima fece tanto chiasso, ed era tanto ben veduto ora comincia a dispiacersi per le sue molte chiacchere, e nessun fatto, e per tante frivolezze a cui tien dietro tra le principali quella di non voler si portasse la coccarda tricolore, e non si potesse portare per le strade la bandiera Italiana. E stamane appunto essendo venuti i Sig.ri Plntino, e con loro molti Siciliani Emigrati, e si voleva festeggiarli con bandiere, ed il comandante si oppose, e fece ordinare dalla forza che si abbassasse queir insegna.
P. S. Do termine a questa lettera scritta a riprese con una scena popolare. Erano 24 avanzate ai era ritirata la banda musicale io andava per prendere le copie della scritta di Pasquale e vidi innanzi l'Orfanotrofio circa 100 giovanotti e giovani che volevano uscisse la banda per far questa sera festa a' Siciliani, ed alla Costituzione e la banda non usciva cominciammo a gridar viva l'Italia, Viva la Libertà e tanto che dovette uscire ed al momento sta la città in una certa festa. *)
Con speciale interesse veniva seguita la lotta In Sicilia, sia per le ripercussioni commerciali, essendo stato sempre attivissimo il commercio fra Reggio e Messina, sia perchè Reggio aspettava dal trionfo della rivoluzione in Sicilia l'occasione per chiedere miglioramenti e riforme politiche. Dall'opposta spiaggia reggina con animo teso si tendeva l'orecchio ad ogni colpo di cannone.
È il mattino dei 22 febbraio. Piove continuamente e fortemente. Soffia forte la Borea ma in mezzo a tanto sconquasso naturale si eleva l'opera de' Messinesi e par non si curasse della forza della tempesta. E' dall'alba che si sente forte e continuato lo sparo delle artiglierie più forte dell'altra notte e più gagliardo. L'oscurità è tanta che non vedesi donde partisse per dirvene tutti i particolari, ma è cosa sicurissima dovere essere un forte attacco tra città e Cittadella. Per noi è la più cattiva impressione perchè la morte o dall'una o dall'altra parte è perdita di tanti nostri fratelli, ma non ci resta altro che affidar la risoluzione di tanto affare alla mano dell'Onnipossente ed alla saviezza degli nomini che hanno la somma del Governo. Questa è l'attuale storia degli affari di Messina e di Reggio. Venerdì e Sabato si fece festa alla Costituzione si cantò in Chiesa, si suonò musica per la città ed i gridi di Viva l'Italia, Viva Pio Nono, Viva la Lega Italiana furono continui ai sventolarono i tre colori Italiani ed il Comandante Farina in mezzo al chiasso faceva bene la parte sua di liberale...
Mi dimenticava dirvi che Sabato in mezzo alla marina nell'entusiasmo della gioia con la banda che sonava ci inginocchiammo tutti guardando Messina si gridò viva la Sicilia, viva Palermo, Viva Messina, e si pregò perchè avessero vittoria. Questa acen a
1) Arch. Provine, di Stato di Reggio Calabria, Doc. De Lieto.