Rassegna storica del Risorgimento

DE LIETO (FAMIGLIA)
anno <1938>   pagina <338>
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338 G. Moralità De Stefano
di truppa si mantennero distrussero 2000 uomini di truppa lasciando morti de1 loro nemmeno 30 maraviglia storica. I dopatati furono sciolti ma la loro condotta è immen­samente lodata anche dagli stranieri. Gli all'ari ora prenderanno altra piegha, noi ora cominciamo la rivolta la quale sarà aiutata dall' Estero, e sarà fatto Nazionale. I Bor­boni termineranno la loro dinastia. I fatti del 15 corrente sono un epilogo ben degno della loro tirannia. À coloro che parlano male della Costituzione per ora non possiamo che dire a attendete . I Francesi è con moltissima probabilità che stanno scendendo in Italia. Basta questo solo a consolarci. E poi noi siamo in buono stato, le altre Cala­brie, e tutto il Regno è in movimento, qui stiamo male tra truppe forte vapori, e quel che è più con questo Intendente che non solo non è buono ma è cretino...
Sta allegramente perchè i fatti di Napoli forse furono per scotere quel letargo in che si stava. Siamo Fratelli cospiranti al santo scopo di vederci liberi e di poterci vedere senza Tirannia. Morte ai Tiranni. Morte perdizione eterna. *)
LA LEGA ITAUCA
Il 3 novembre 1847, i rappresentanti del Papa, di Leopoldo II e di Carlo Alberto, firmarono a Torino i preliminari di nna Lega doga­nale fra i tre Stati allo scopo, come si leggeva nel preambolo della con­venzione, di contribuire mediante la reciproca loro unione all'incre­mento della dignità e della prosperità italiana, persuasi che la vera e sostanziale base di un'unione italiana sia la fusione degli interessi materiali delle popolazioni che formano i Loro Stati . Molte furono le difficoltà che incontrò la Lega doganale per il suo funzionamento e perciò sorse l'iniziativa di una Lega politica. Leopoldo II, presentendo i peri-eoli di un isolamento, credette di poterli eliminare stringendo col Pon­tefice e coi Sovrani di Sardegna e di Napoli una Lega difensiva sotto la presidenza dello stesso Pontefice. Carlo Alberto, proclive ad una lega offensiva, tirò in lungo le trattative probabilmente sperando che nuovi avvenimenti impedissero al Papa di assumerne la presidenza e lascias­sero a lui le mani libere per regolare le questioni italiane. Anche l'oppor-turnità di opporre alla Lega fra Modena, Parma ed Austria, una seconda fra Torino, Firenze e Napoli era molto accarezzata in questo ultimo Stato, dove come abbiamo visto i progressi dei liberali apparivano sempre più. pericolosi.
Ma proprio Napoli e Toscana erano gli unici che avessero volontà di coneludere la Lega, poiché Carlo Alberto, ora che la rivoluzione era sfociata nella guerra contro l'Austria, insisteva per dare alla Lega un
D Lettera di D. Cuzzocrea a Giuseppe Pcdace di Caraffa in data 26 maggio 1848. Arch. Provine, di Stato, Doc De Lieto.