Rassegna storica del Risorgimento

DE LIETO (FAMIGLIA)
anno <1938>   pagina <341>
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La famiglia De Lieto nel Risorgimento nazionale 341
Non indugiò il De Lieto ad imbarcarsi per Civitavecchia, donde il 21 aprile si recò a Roma e prese alloggio nell'albergo Meloni. Portava con sé una lettera commendatizia di Luigi de Martino a Giovanni Cataldi, amministratore generale dei beni farnesiani, il quale mise a sua disposizione la propria carrozza ed un'altra del presidente Troya al conte Giovanni Marchetti, il fido amico di Pio IX.
Arrivarono anche gli altri diplomatici e la sera del 24 si adunarono tutti a palazzo Farnese, in casa del conte di Ludolf ambasciatore napoletano presso la Santa Sede, per essere da lui presentati al Pontefice.
Ricevuti in udienza, il principe di Colobrano consegnò al Papa una lettera di re Ferdinando e gli espose quanto fosse opportuna, anzi neces­saria la designata alleanza ira i principi costituzionali d'Italia per sal­vare la nazione dalle discordie civili, raffermare l'idea monarchica, vincere lo straniero, apparecchiare la federazione e la dieta italiana.
Rispose il Pontefice consentendo sulla utilità della Lega e come altra volta aveva esortato i principi all'unione doganale, cosi ora li esor­tava alla politica. Solo il Piemonte si mostrava restio, ma era da spe­rare che avrebbe infine mandato anch'esso i propri delegati, senza dei quali, aggiungeva Pio IX, non si sarebbe potuto far nulla.
Infatti fu proprio il Governo piemontese a fare svanire l'idea della Lega, poiché Carlo Alberto ed i suoi ministri nella ebrezza delle vittorie riportate mal tolleravano avere alleati nella gloria.
Appena giunto a Roma, il 22 aprile, Casimiro De lieto aveva scritto al marchese Dragonetti una lettera confidenziale in cui si può immaginare che fossero esposte le idee sue particolari su l'accoglienza che il Governo pontificio avrebbe fatto ai delegati siciliani e sul concorso delle truppe meridionali all' impresa di Lombardia. Poi, scrutato meglio l'orizzonte politico e sfiduciato intorno al buon esito della Lega, mandò il 27 aprile una seconda relazione consigliando che fosse richiamata la Commissione tutta o per lo meno si dispensasse lui dal farne parte.
i) I] prof. Paladino dichiara che la lettera del 22 aprile non esiste nel fascio 4185* dove si trova quella del 27 e ne ha fatto invano ricerca altrove. Il Visalii per conto suo ne aveva domandata copia; ma il Ministro dell' interno, su conforme avviso della Direzione dell'Archivio di Stato, la negò con. lettera del 23 febbraio 1908, n. 1747 in considerazione del carattere confidenziale del documento.
Né migliore fortuna hanno avuto le mie ricerche fatte presso FAreliivio di Stato
in Napoli,
La seconda lettera sopra riportata fu pubblicata dal prof. Paladino e ripubblicata
dal VisalU.
Cfr. V. VJSALU, Casimiro De Lieto e la Lega Italica., pp. 14 (in nota) 15-16,