Rassegna storica del Risorgimento

DE LIETO (FAMIGLIA)
anno <1938>   pagina <346>
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346 G. Moralità De Stefano
Napoli. Il 25 giunsero a Malta e la stessa sera partirono sopra una barca a vela diretti a Messina, Da qui il De lieto passava a Villa S. Giovanni, vi fissava la sua dimora e vi organizzava il movimento insurrezionale che ben presto scoppierà.
Le notizie dell'eccidio nella capitale comunicate alle provincie, produssero tale commozione in tutto il Regno, che le popolazioni di tutti i villaggi si mostrarono pronte a muovere armate su Napoli. I deputati calabresi, sconfitti sulle barricate e messisi in salvo sulle navi francesi, rassicurati dai decreti posteriori che confermavano il man­tenimento della costituzione, decisero di fomentare la rivoluzione nelle loro terre.
In Cosenza, il giorno 18, il popolo costrinse l'autorità a riunire un Comitato rivoluzionario per provvedere alla pubblica amministrazione. L'intendente Cosentino, costretto dagli avvenimenti, convocò un'as­semblea popolare per la elezione di un nuovo Governo inteso a difen­dere la costituzione; ma nella elezione del Comitato usò tanta destrezza che riuscì a far nominare individui in contrasto fra loro, tanto che pochi giorni dopo si disciolse. I bollettini delle sedute del Comitato arri­varono in Napoli al deputato Benedetto Musolino che li comunicò a quei pochi colleglli ch'erano rimasti con lui in città ed a quegli altri che in massima parte eransi rifugiati a bordo della squadra francese, ed incitò tutti a trasferirsi in Cosenza, come luogo sicuro e 11 aprire il parlamento come era stato stabilito nella Protesta. Aderirono all' invito i deputati Giuseppe Ricciardi di Napoli, Costabile Carducci e Ferdinando Petruccelli, mentre i deputati Mauro e Musolino correvano a Cosenza, si abboccavano con Giovanni Mosciaro, influentissimo in tutta la provincia, e con altri loro amici politici prendevano le misure adatte a rimettere in piedi il Governo rivoluzionario disciolto. Il Muso-lino, vedendo tutto concorrere ad esito sicuro, lasciò Mauro e Mosciaro in Cosenza per compiere l'opera e corse a Monteleone per sollevare tutto il distretto.
Frattanto arrivato il Ricciardi a Cosenza convennero con Mauro, Mosciaro, Valentini ed altri principali liberali di occupare il palazzo dell' Intendenza ed installarsi come Governo provvisorio. Non fu dif­ficile l'impresa, ottenute le chiavi dal portinaio; il palazzo era chiuso poiché l'intendente Cosentino si era dimesso, i deputati si misero in possesso in qualità di Governo costituito. La notizia si sparse per la città e Luigi Miceli, Nicola Lepiane, Bruno Desimono insieme ad altri giovani, incitarono il popolo perchè concorresse a sostenere il nuovo Governo. Il giorno seguente, 3 giugno, comparve un proclama col quale