Rassegna storica del Risorgimento

DE LIETO (FAMIGLIA)
anno <1938>   pagina <347>
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La famiglia De Lieto nel Risorgimento nazionale 347
a invitava il popolo e la guardia nazionale a prendere le armi per sostenere la costituzione violata il 15 maggio. *)
I deputati si costituirono in Governo provvisorio, il quale concen­trava in sé i poteri esecutivi e legislativi sino all'arrivo dei rappresen­tanti delle altre province che si sperava volessero ai termini della Pro­testa riunirsi in Cosenza e riaprire il parlamento. Nel proclama era stata fissata la data nel 15 giugno.
II proclama del 3 giugno fu accolto in tutte e tre le province calabresi, ma non dappertutto con lo stesso entusiasmo, poiché il movimento fu completo solo nella provincia di Cosenza.
Catanzaro costituì un Comitato sotto la presidenza di Vincenzo Marsico, ma tutta l'insurrezione della provincia si era quasi costituita nel distretto di Nicastro per opera di Francesco Stocco.
Nella provincia di Reggio, il movimento fu soffocato quasi in sul nascere. Qui cessato dalla carica d'intendente il Muratori era stato nominato il concittadino Giuseppe de Nava, sottointendente a Monte-leone; in questo intervallo resse l'ufficio il consigliere Domenico Spa-gnolio il quale riuscì a frenare tutti i disordini che si verificarono in città. Frattanto Stefano Romeo, Pietro Mileti, De Riso, Casimiro De lieto, Antonio Plotino si erano recati a Messina per intendersi col Ricciardi che reduce da Malta si avviava a Cosenza. Stabilito di met­tere in ribellione le Calabrie, il 31 maggio passarono in barca a Villa S. Giovanni, dove cercarono invano fautori alla loro impresa.
Appena a Messina si ebbe notizia dei fatti che accadevano in Cala­bria, una schiera di audaci giovani sotto la direzione del colonnello Landi, presero l'iniziativa di chiedere al Governo provvisorio di Palermo gli aiuti necessari per prendere parte all'insurrezione calabrese. Il Governo vi aderì e 500 giovani al comando del generale Ribotti parti­rono per il continente col piano di occupare i forti di Reggio, Punta Pezzo e Fiumara di Muro, ed impedire il rifornimento ai borbonici che presi­diavano la cittadella di Messina. Durante la traversata scorsero due navi da guerra borboniche in crociera, non potendo continuare per l'improvviso ostacolo, sostarono all'isola di Stromboli per qualche istante e dopo puntarono su Paola, dove approdarono con la speranza di ricongiungersi per via di terra con i sollevati della provincia di Reggio che avevano stabilito il loro campo a S. Eufemia.
i) Cfr. APOMUEOTTI, Storta dei Cosentini. Napoli, S.fcab. Tip. di Saiv. Marchese 1869, volunri 3, p. 355, voi. 3.