Rassegna storica del Risorgimento
DE LIETO (FAMIGLIA)
anno
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1938
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pagina
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352
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352
G. M or abito De Stefano
Gli amici di Napoli lo interessavano di correre in aiuto di compagni di fede. Il Settembrini in una lettera dell'll febbraio 1849, dopo alcune considerazioni di carattere politico sugli avvenimenti dell'epoca, scriveva:
Debbo darvi una preghiera in nome di uno sventurato. In Firenze, via dei Calzatoli, n. 710, casa Massai è il signor Camillo Serena, uno dei crociati napoletani che è costà gravemente ammalato e deve tornare in Napoli, come gli 6 stato prescritto da medici. Onde il chirurgo signor Cesare Campana che lo cura, dovrebbe fare un certificato che il Serena da cinque mesi va sempre peggiorando, che gli sono stati strappati i denti, ed ora gli è minacciata tutta la mascella diritta. Questo certificato dovrebbe essere autenticato dal Console napolitano, e forse dal Ministro della guerra, e poi, cosi legalizzato mandato al padre del signor Serena, o a me, che glielo farò recapitare. Se voi, o qualche nostro amico, potesse vedere il Serena e mandare a fine questo affare fareste opera santa, giovevole ad uno sventurato, ed a me gratissima.
Ho porti i vostri saluti agli amici, che con piacere si sono ricordati di voi. Salutate per me l'ottimo d'Ayala, Znppetta, e quanti Napolitani sono costà, ed anche il siciliano Gemelli.
L altra vostra lettera, di cui mi parlate, non m'è giunta. Siate certo che avete qui un amico che vi pregia, e vi ama. State sano, e serbatevi a giorni più. lieti.
Breve vita ebbe l'Assemblea, il 25 maggio gli Austriaci entravano in Firenze. Il De lieto riprese la vita randagia, inviò la famiglia a Reggio e s'imbarcò per Genova dove fissò la sua dimora. Intanto una nuova condanna lo colpisce: istituito il processo a Napoli per i fatti del 15 maggio 1848, fu condannato in contumacia alla pena di morte.
L' ESILIO
A Genova promosse la formazione di quel Gomitato di Soccorso che fu di tanto sollievo per gli emigrati politici ed accattivatosi la benevolenza delle autorità piemontesi potè ottenere il permesso di fare sbarcare nella città molti compromessi politici.2) Negli undici anni che visse nell'esilio, mantenne sempre viva corrispondenza con gli amici e
1) Vedi: M. MAZZI OTTI, id.
2) A Genova era sorto un Comitato di soccorso per gli esuli, che il 16 gennaio 1850 aveva dato fuori un manifesto, nel quale era dichiarato come esso si proponeva hi più grande imparzialità, non volendosi fare lo strumento di alcuna opinione, né escludendo dal soccorso che quelli ohe se ne rendessero indegni . Presieduto dal prevosto Giuseppe; Piaggio, comprendeva i seguenti membri: F. Corcano C. De Lieto, M. Bertolani, G. Costubili, N. Federici, E. Serpieri, D. Chiassone, G. Gavotta, C. Gendy ed il segretario T. Ciani.
G- Mazzini, raccomandava ad alcuni di questi membri il Bollettino Militare da vendere a benefizio dell'emigrazione:
18 aprile 1850... l'edizione essendo fatta a benefizio dell'emigrazione dedotte le spese, entra nelle loro attribuzioni, anzi nei loro doveri di sottomettere la cosa ad