Rassegna storica del Risorgimento
DE LIETO (FAMIGLIA)
anno
<
1938
>
pagina
<
353
>
La famìglia Do Lieto nel Risorgimento nazionale 353
coi comitati di Napoli, di Messina e con la Calabria tenendo alto lo spinto delle popolazioni. La sua casa a Reggio era continuamente perquisita dalla polizia borbonica che concentrava tutte le mire sulla famiglia De Lieto, nella speranza di poter sequestrare la corrispondenza o carpire qualche segreto. Contro questa persecuzione, che si dimostrava più ostinata verso la moglie, il De lieto ricorse alla pubblica opinione e fece noto a mezzo della stampa torinese quanto avveniva a Reggio.
I Carissimo amico, Torino, 21 giugno 1849.
Grazie della buona memoria e dell'affettuosa lettera: godo sentirvi salvo a Genova: il Piemonte finora è il solo paese che può ricoverarci, ed è soggiorno preferibile a qualunque altro. Farò inserire nei giornali una noticina intorno alla stolta ed iniqua persecuzione fatta alla vostra signora. Vedete che Governo imbecille: tiene ai suoi ordini 80 mila baionette, e poi ha paura di una donna! Ho cominciato ieri la pubblicazione delle lettere intorno a Napoli: vi sarò obbligatissimo di tutti gli schiarimenti che potete favorirmi...1)
Nel 1854 la persecuzione diventò più violenta con l'arresto della Signora e dei due figli maggiori, Antonio e Simone: il primo di appena 16 ed il secondo di 14 anni. Allora il De Lieto si rivolse direttamente a Re Ferdinando:
A Sua Maestà, il Re del Regno delle Dne Sicilie.
Sire. Quando un proscritto intercede per sé, fa atto di debolezza e deroga alla propria dignità: ma se, come marito e come padre, leva la voce in difesa della moglie
esame. E se le liste degli abbonati bastano a porgere sicurezza di restituzione, l'anticipazione chiesta dovrebb'esscre accordata, perchè qualunque volta un Comitato di sussidi senza rischio di perdita, può ottenere il fondo che è incaricato di raccogliere deve farlo. È dunque debito d'esaminare quelle liste. Federici, Costabili, Ferro, De Lieto, Carcano son tali da intender questo e forse anche da consentire e riproporre ad esame la cosa raccomandata da me .
Edizione Nazionale degli scritti di G. Mazzini. Lettera MMDCCCLXXYI, Alla Madre. Dalla seguente lettera risulta che il De Lieto aveva intenzione di fare sbarcare a Genova il Saliceti!
Genova, 12 luglio 1849. Mio buono amico. Io non ho veruna premura di scendere a terra. H mio passaporto è per Marsiglia. Di là vedrò in qual angolo di terra mi convenga andare a vivere tranquillo. La tua situazione è estremamente delicata, laonde sarebbe stata imprudenza una tua visita sul vapore. Non abbiamo d'uopo di vederci perchè i nostri cuori s'intendano. Per ora non ho bisogno di nulla.
II mio dolore è il vedere la bella e brava gioventù lombarda che è sul vapore respinta da Livorno e da Genova. So che un governo può respingere chi vuole dal suo territorio, ma so ancora che non ha più tal diritto quando il console ha vidimato i passaporti. Questi infelici sono senza mezzi, e non so dove diavolo saranno gittati. Oh la storia ci giudicherà tutti,
Addio mio buon amico. Sai che mia madre è morta di dolore per la mia lontananza. Addio. Il tuo affano Saliceti .
Vedi M. MASSZTOTTT, id.
i) Vedi M. MAZZIOTTI, id. Lettera di G. Massari.