Rassegna storica del Risorgimento

DE LIETO (FAMIGLIA)
anno <1938>   pagina <355>
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La famiglia De Lieto nel Risorgimento nazionale 355
Dei miei due figli maggiori, il primo è totalmente addetto ad affari di campagna, ed il secondo è interamente aesorto nel commercio dei grani, cose tutte laboriose, superiori alle loro forze e alla loro età, se non fosse che la Provvidenza non lascia mai privi di aiuto e di conforto gli abbandonati.
Questi e non altri sono i fatti, ed a V. M. e facile di verificarli.
Io non chiedo altro se non che V. M. sceveri la verità dagl'inorp ellamenti delle
calunniose imputazioni; che non permetta che ai perseguiti o punisca in mia moglie e
nei miei figli il delitto di portare il mio nome; che, chiarita la verità la giustizia non
si faccia lungamente attendere; che si ridoni la pace ad una perseguitata famiglia, e
che si eviti uno scandalo che solleva tutte le oneste coscienze. *)
Di Vostra Maestà.
Umilissimo servo
Genova li 20 ottobre 1854. Casimiro De Lieto.
Con lettere in data 20 e 28 ottobre 1854 interessò i ministri ple­nipotenziari di Francia e d'Inghilterra, presso il He di Napoli, affinchè facessero conoscere ai loro governi l'ingiusta persecuzione contro una donna e due giovanetti.
Per le insistenze dei lords Gladstone Pahnerston, Clarendon e del ministro inglese a Napoli, il Governo napoletano si decise di dare l'ordine di scarcerazione; ma l'Intendente di Reggio tratteneva arbitrariamente in carcere gli arrestati. ,
Genova li 18 gennaio 1855. Preg.mo Sig. Direttore
.... In questa protratta prigionia, non può vedersi altro che una pertinacia per parte dell'Intendente a voler prolungare le sofferenze d'una Signora e di due giovanetti figli, cosa, la quale io mi astengo di caratterizzare al confronto della decisione della Corte.
Per correggere il mal fondato odio dell'autorità locale, io m'ero rivolto alla S. V. ed è nello scopo medesimo che mi rivolgo nuovamente a Lei.
Quando i subordinati funzionari non tengono alcun conto del fatto del magi­strato competente, la giustizia cessa di essere una regola, diviene in un arbitrio, un capriccio. Questo arbitrio, questo capriccio non può essere nelle vedute d'un governo che rispetta se stesso, e che ha preponderanti forze per sostenersi, senza procurarsi il triste spettacolo di martoriare un* innocente famiglia.
Io prego Lei, Signor Direttore, che faccia cessare le ingiuste persecuzioni e i preconcetti odi...
Mi lusingo che accoglierà con quel senso di decoro che la distingue e le mie
preghiera e le proteste di starna con le quali ho l'onore di essere di lei dev.mo
servitore.3)
Casimiro De Lieto.
Sig. Cav. Bianchini, Direttore di Polizia - Napoli.
t) Vedi: YISÀÌM, Gasimi De Lieto e la Lega Italica del 1848, pp. 36-37-38.
2) Museo Centrale del Risorgimento, Roma, Busta n. 174.
3) Museo Centrale del Risorgimento, Roma, Busta n. 175.