Rassegna storica del Risorgimento
DE LIETO (FAMIGLIA)
anno
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1938
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pagina
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358
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358 G, Morabìto De Stefano
Mentre vi dico questo, io non sono senza speranza ma queste sono cosi pallide che sarebbe follia contarvi sopra, e d'altronde, se l'azione compete a nói, non facciamo per Dio d'andar accattando stimoli presso chi promette sempre, e non attende mai. Se a noi riesce noi dovremmo prepararci ad un movimento non molto lontano, e prima che i concerti tra Francia ed Inghilterra, ed anche Austria oggi, non ci addossino M[urat], o non ci mantengano mani e piedi legati Botto l'iniquo governo del Borbone.
Voi siete troppo avveduto per aver bisogno di suggerimenti, ed io mi astengo di darne, perchè so che avete delle intelligenze nella truppa che dovete considerare come indispensabile ed essenziale in qualunque movimento.
Ed è perciò che vi prego di dirmi qualche cosa di positivo in proposito, essendoci questo necessarissimo per regolare le nostre risoluzioni. Gl'impegni con la truppa dovrebbero essere spliciti. 0 essa si mette alla testa di un movimento, ed allora io concepisco possibile la prima azione in Napoli (città); o essa non si crede capace di questo, ma ci presta il suo cordiale appoggio e concorso, ed allora noi potremmo giovarci della sua concorrenza facendo scoppiare un movimento simultaneo in diverse delle più risentite province del Regno.
Queste sono le idee sulle quali io chiamo la vostra attenzione, ed alle quali siete pregato di rispondere con quella sicurezza e certezza che si addice ad uomini positivi.
Sebbene una rivoluzione in Napoli non può avere a suo prossimo, e direi immediato scopo, che la distruzione dell'ordine attuale, pure per essere concordi a quanto si opera nelle altre parti d'Italia, bisogna intendersi che lo scopo è 1* indipendenza e l'unità, senza far questione di forma di governo, come voi ben l'osservate, e costituendovi sempre sopra basi provvisorie. Cosi facendo non si perderanno gli eventuali aiuti del Piemonte, o si costringerà questo Stato a smascherarsi. Oltre a ciò, procedendo nel modo descritto, non si possono non avere le simpatie di popoli francese ed inglese, cosicché quei governi non potrebbero divenirci ostili senza abusare in certo modo, delle pubbliche manifestazioni dei propri popoli.
Mi sono molto allungato, sebbene ciò non era necessario con voi che pensate molto rettamente. Ora mi attendo le vostre notizie le quali saranno oggetto di riflessione per tutti noi di qui e di Torino, come pel vostro dev.mo serv. ed amico. *)
Casimiro De Lieto.
Ma per quanto gli emigrati, anche di diverse tendenze, fossero d'accordo nelT incoraggiare ed organizzare la sollevazione nel Regno di Napoli pur non riuscirono sulla terra ferma; il tentativo del barone Bentivegna spinse i liberali di Genova a riunirsi per soccorrere i ribelli di Sicilia con l'invio di rinforzi e denari.
Nella casa di Casimiro De lieto a Genova, in via S. Bernardo, al Festone dei Giustiniani, ebbe luogo il 6 dicembre 1856 la riunione di tutti gli esuli napoletani. Allo scopo di poter dare quell'indirizzo patriottico più analogo alle circostanze si nominava una commissione composta da Casimiro De lieto, Carlo Pisacane, Federico Salomone.
3) Museo Centrale del Risorgimento, Roma, Busta n. 174.