Rassegna storica del Risorgimento

DE LIETO (FAMIGLIA)
anno <1938>   pagina <359>
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a famiglia De Lieto nel Risorgimento nazionale 359
H 22 maggio 1857, coll'intervento anche di Rosolino Pilo, veniva redatto verbale dei fondi raccolti che il De Lieto passò a Carlo Pisacane, incaricato della esecuzione materiale dell'operazione progettata.l)
Dopo la catastrofe di Sapri, il De lieto incominciò ad essere sor­vegliato dalla polizia ed ebbe anche qualche perquisizione, già pensava di abbandonare l'Italia non sentendosi più tranquillo a Genova, ma -un telegramma da Torino del conte di Cavour, all'Intendente generale di Genova fece lasciare tranquillo il De Lieto e cambiare opinione.
Maturavano i tempi e diveniva più intenso il lavoro di cospirazione nelle diverse parti d'Italia, importanti comunicazioni dovevano farsi al Comitato Centrale di Milano ed il figlio Antonio ebbe l'incarico di recarsi a Milano col passaporto di Francesco Basso, genovese, che aveva gli stessi connotati. Malgrado il massimo segreto serbato, pure il console napoletano seppe che Antonio aveva lasciato Genova con pas­saporto falso e supponendo si fosse recato a Napoli ne informò il Mini­stro di Polizia il quale in data 29 gennaio 1858, n. 932 Riservatissima - scrisse all' Intendente di Reggio di disporre si raddoppi di vigilanza, aflmehè laddove il De Lieto mettesse in esecuzione il suo progetto venisse immediatamente arrestato, facendomene rapporto .2)
Antonio De Lieto che era partito da Genova il 13 ottobre 1857, giungeva la stessa sera a Milano e vi adempiva il mandato avuto; fu il 15 a Bergamo e tornato a Milano la stessa sera vi rimase sino al 17, ma dovette riparare a Tradate perchè ricercato dalla polizia. Ospitato dai signori Grilloni. fu presentato in casa De Sopranzi, per essere al sicuro delle ricerche della polizia essendo i De Sopranzi non sospetti. Tornato a Milano la sera del 21 ripartiva subito, riusciva a ripassare il confine e dopo una breve fermata a Mortara, a causa dell'inondazione del Po, giunse a Genova il giorno 24.
Essendosi riconosciuta la necessità di organizzare saldamente le fila del partito liberale nella provincia di Reggio, Casimiro chiese il passaporto per il rimpatrio del figlio Antonio; l'otteneva dopo molti mesi, a mezzo dell'aw. Cesare Mazzei di Napoli e malgrado il parere contrario dell'intendente di Reggio, che scriveva al Ministro di Polizia:3)
D. Antonio De lieto appartiene a famiglia che è decisamente ed intransigi-bilmente avversa al Re S. M. Egli che è un giovine di 19 anni, non ha certamente l'abilità e l'influenza del padre, ma ne ha pienamente i sentimenti e le opinioni.
i) V. VISALLI, Casimiro De Liete e la Lega Italica, pubblica il verbale a pp. 38-
39-40-41.
2) Arch. di Stato di Napoli, Fascio 663, voi. 123.
3) Arch. di Stato di Napoli, id.