Rassegna storica del Risorgimento

DE LIETO (FAMIGLIA)
anno <1938>   pagina <368>
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368 G. Morabito De Stefano
Frattanto Casimiro De Lieto faceva frequentissime gite a Messina per conferire con Garibaldi e per informarlo di tutti gli ordini che veni­vano telegraficamente da Napoli, sia per la truppa che per la flotta. La stessa sera che arrivò il telegramma da Napoli che ordinava alla flotta di bombardare i lavori di difesa costruiti dai Garibaldini al Faro, Casimiro De Lieto ottenne dall'impiegato telegrafico Raffaele Feola che il telegramma non fosse comunicato sino alla mattina seguente e presane copia lo spedi a mezzo del figlio Antonio al gen. Garibaldi a Messina. Letto il telegramma, il Generale dispose che non si comunicasse sino alle 9 antimeridiane del successivo giorno.
Garibaldi intanto volgeva da Messina tutte le sue mire al conti­nente e ai occupava principalmente del modo come potere effettuare uno sbarco sulle rive calabresi. Non era impresa facile, perchè la flotta borbonica vigilava rigorosamente lo Stretto, perciò il Generale per distrarre la vigilanza delle navi fece costruire delle batterie al Faro e stava lui stesso sul luogo, tanto che i comandanti delle navi concen­trarono su quel punto la loro vigilanza.
Garibaldi inviava intanto il Missori in Calabria per accertarsi se fosse possibile, come assicuravano i patriotti Calabresi d'imposses­sarsi di sorpresa del forte di Altafiumara, situato fra Scilla e Villa San Giovanni.
H giorno 8 agosto richiamò al Faro 200 dei suoi Garibaldini, per buona parte delle Guide, e verso le 22 li fece imbarcare sopra barche da pesca dirette in Calabria agli ordini del colonnello Musolino e del maggiore Missori. Contrariati dalla corrente non tutte le barche pote­rono approdare sulla costa calabrese, solo circa 150 Garibaldini riusci­rono a sbarcare e favoriti della notte si fermarono sulla riva sperando di essere raggiunti dagli altri compagni.
Sulla strada era accampato un reggimento di borbonici ed una pattuglia di questi soldati s'incontrò con una pattuglia di Garibaldini, spedita per riconoscere la posizione, furono scambiate delle fucilate che misero l'allarme sopra tutta la linea ed i Garibaldini sbarcati si videro costretti a riparare sulle sovrastanti montagne. *)
Giunta intanto a Reggio, la mattina del 9, la notizia dello sbarco si decise immediatamente la partenza di volontari; alle 20 parti Ago­stino Plutino con una squadra di 22 individui ed alle 20,30, Antonio De lieto si mosse per raggiungere la sua compagnia a Laganadi. Qui
lj Per maggiori notizie dfr. MORABITODJB STJBFA.NO, Avanguardie garibaldino in Calabria, Soc. Ed. Beggina, 1930.