Rassegna storica del Risorgimento
DE LIETO (FAMIGLIA)
anno
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1938
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pagina
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373
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La famiglia De Lieto nel Risorgimento nazionale 373
Iniziatosi il combattimento per la conquista della città i due De Lieto presero parte all'azione ed il padre si distìnse per Io più nel dirigere il servizio di rifornimento delle munizioni alla barricata S. Lucia ed a fornire i viveri per tutti i combattenti. ') Finita la lotta a mezzogiorno del 21, con l'inalberatone della bandiera bianca sul castello della città, Garibaldi si diresse al palazzo dell'Intendenza e fu ricevuto da Casimiro De Lieto, dal figlio Antonio e dal sindaco della città Giovanni Ramirez.
Proclamato il Regno d'Italia, Casimiro De lieto fu nominato componente la Commissione per i danneggiati politici e si occupò indefessamente sino al 1862, di arrecare qualche sollievo a tanti patriotti vittime delle persecuzioni del Governo borbonico.
Ma lo strenuo lottatore che aveva resistito impavido a tutte le persecuzioni e rovesci di fortuna, si accasciò allorché vide che fatta P Italia mancavano i veri e disinteressati italiani. Era l'Italia libera sì, ma non rispondeva al suo ideale; Egli che aveva sacrificato tutto per l'Idea provava un senso di orrore nel constatare che troppi appetiti si erano levati, che uomini inetti sorgevano al Governo, che il pubblico denaro veniva dilapidato. Dovette essere un momento di disperazione che gli fece scrivere in seguito ad una polemica sorta per due sue lettere pubblicate sul Popolo d'Italia di Napoli in risposta ad un articolo della Democrazia, le seguenti frasi nel 1862:
... Non è eh* io intenda, esprìmendomi così, di censurare l'articolo, che anzi ne ammetto e lodo il principio, come quello che consiglia al governo maggiori accoramenti e diligenza nella scelta di funzionari destinati a governare le sorti delle nostre Provincie, essendovi, pur troppo verificato, che per coccintagiue a voler mantenere talune nomine prodotte da ignoranza, o da intrigo, oltre all'aversene avuti fatti amarissimi, si perverte in vero di formarsi lo spirito delle popolazioni, e si sparge il mal seme d'ogni civile dissenso. I governi nuovi, vogliono uomini nuovi, onesti, popolari, non servitori pescati nei gabinetti neri e tristi ministri del tempo passato. Vogliono uomini che favoriscano lo sviluppo della libertà e che non s'ingegnino a far fiorire tra noi le arti poliziesche della dominazione borbonica. Che siano capaci di procurare benessere materiale e morale pei popoli, che diano l'esempio di abitudini laboriose e di virtù, e che non rappresentino selvaggi solo idonei ad impinguarsi col danaro
i) V. supplem. al n. 244 del giornale il Movimento, Genova Fra i capi di
squadre si distinse molto il già nominato Antonio De Lieto, il quale fattosi audacemente strada nel quartiere Palazzina, costrinse alla resa 21 soldati, prese molte armi e tra le munizioni anche 170 barili di polvere. Insomma ciascuno fece il suo dovere, e g Generale si mostrò molto contento di quanto fu operato dai Reggiani tanto per la causa nazionale, quanto verso la sua persona
All'assalto del castello di Reggio, mentre combatteva nelle file garibaldine, cadde 0 fratello minoro dei Cuzzocrea. Emilio.