Rassegna storica del Risorgimento
DE LIETO (FAMIGLIA)
anno
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1938
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pagina
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374
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374 G. Morabito De Stefano
copiosamente largito dalla generosità nazionale. Si provveda pure al vecchio servitorame borbonico, gli si dia parie, cotesto è sopportabile* ma non si costringa l'intelletto di uomini redenti a libertà, a subirne il governo corruttore degli scherani della passata tirannide. Il regime dispotico non pensò mai di dar potere ad uomini liberali* *)
Alla nuova vita politica non volle prendere parte, era troppo in antitesi con i suoi sentimenti, preferi meglio appartarsi completamente e rivivere il suo passato.
A Firenze, dove aveva preso dimora negli ultimi anni, si spense il 28 gennaio 1874.
Sino al 1894 visse la signora Caterina, dedita ormai all'educazione dei figli ed a rievocare volentieri le lotte sostenute accanto al marito o durante il suo esilio per la liberazione della Patria.
Il figlio Antonio, rappresentò il collegio di Reggio Calabria nella 15-16-17 legislatura e si spense, il 15 luglio 1910.2>
G. MORABETO DE STEFANO
1) Museo Centralo del Risorgimento, Roma, Busta n. 174.
Ma le prime delusioni aveva incominciato a provarle nell'ottobre 1860; sotto questa data scriveva da Napoli alla moglie:
-.,. Io qui vivo, al presente, una vita inutile, stanca, e sufficientemente malinconica. Esser solo, in mezzo al trambusto d'una rumorosa capitale, è appunto quello che Byron chiamava nera solitudine. Cosi passa la vita, e mi vado, insensibilmente avvicinando a quella meta, dove s'estinguono le passioni e le speranze dell'umanità. Oggi o domani mi procurerò dei libri di storia, e farò modo d'ingannare le ore della esistenza intrattenendomi con le vicissitudini delle passate generazioni...
Museo Centrale del Risorgimento, Roma, Busta n. 172.
2) Unico superstite dopo la morte di Simone e Ferdinando è G-. Battista, florido vecchietto, orgoglioso del figlio Casimiro, nostro R. Ministro Plenipotenziario a Quito, e della figlia Elisabetta sposa in secondo nozze all'on. prof. Pace;