Rassegna storica del Risorgimento
1849-1859 ; AUSTRIA ; GIORNALISMO
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1938
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Anna Pettinari
frequente di scissure e di guerre e li spinse ad intervenire in Sicilia cosicché questa loro inframettenza mal tollerata fece si che
quella medesima autorità, che avrebbe potuto liberar risola e divenir promotrice di una crociata nazionale contro gli invasori, fa anzi ostacolo perenne al riannodarsi della volontà; né dalla potenza spirituale fu dato al popolo dei vinti di trarre quella fede nella propria causa e quell'incitamento morale a sostenerla da cui nascono in tempi di forti credenze i grandi sacrifici e i mirabili eroismi . L'Amari (prosegue l'articolista) espone con irrepugnabile evidenza codesto danno dell'isola, in cui il clero non sorse a vera aristocrazia sacerdotale, ma fu turba di indotti e superstiziosi gregari, fratume il più, numeroso ed infesto: singolare vicenda che in una guerra secolare combattuta contro gli infedeli niun cittadino mai, ne soldato ucciso in battaglia o morto in carcere e fra gli strazii per amor di religione e di patria, fosse additato olla venerazione dei popoli e sollevato all'onor degli altari; mentre pur del continuo s'andavano proclamando santi preti o frati, che mai non avevano dato hi vita pel sacro conflitto .,)
Infine, a confermare la condanna già pronunciata, è detta notevole la conquista mussulmana che mostrò essere la civiltà e il buon governo più forti delle credenze religiose là dove queste son fatte alimento di rozzezza e di servitù . Si ricorda infatti che poiché la schiavitù ( violenta ancora col cristianesimo ) era mitigata dai precetti del Corano, numerose si verificarono le apostasie dei cristiani per togliersi dall'abbietta condizione.a)
Contemporaneo a questa severa censura è lo studio della vita e delle opere dello Shelley; di questo nemico della religione che suscitò contro se stesso tutta la rigida opinione puritana, ma che ha l'anima compresa di una religiosità ignota certamente agli indignati suoi giudici . 3)
Nell'articolo è rivendicata la piena libertà delle opinioni.
La tolleranza delle idee (ci dice l'autore) non ci sembra soltanto un formalismo di educazione sociale, essa ci sembra un dovere come il rispetto della coscienza umana, ci sembra un atto di intelligenza come la [perplessità e la cautela del pensiero. Per credere d'aver trovata tutta la verità, per non rendere giustizia a tutte le opinioni umane, bisogna avere una di quelle menti anguste che non iscorgono come sian vasti e molteplici gli aspetti delle cose, una di quelle menti che trovano semplici tutte le questioni perchè non ne vedono i rapporti, e fanno nascere da una tale semplicità quell'evidenza falsa che è tanto cara alle intelligenze superficiali. Chi intende, non si irrita; così dovrebb'essere il mondo ma la paura degli egoisti, e gli sdegni ipocriti, e l'ignorante meraviglia delle idee avveleneranno per lungo tempo di calunnie, di scandali e di ingiusti disprezzi la discussione delle idee e la naturale divergenza delle opinioni. *)
1) Il Crepuscolo, 1855, n. 12.
2) Il Crepuscolo, 1855, n. 12.
3) Il Crepuscolo, 1855, n. 9. <) Il Crepuscolo, 1855, n. 10.