Rassegna storica del Risorgimento

1849-1859 ; AUSTRIA ; GIORNALISMO
anno <1938>   pagina <381>
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// Governo austriaco e // Crepuscolo (1849-1859) 381
per continuare nella sua patriottica impresa. Nel 1854 scrivendo al Camerini1) deplorava di essere abbandonato dai corrispondenti, e nel 1856 2) ricordava come egli fosse solo a fare il giornale, e come toccasse quindi a lui raccorciare le corrispondenze, far la rivista, alle­stire qualche bollettino per riempitivo e nello stesso tempo correggere l'intero foglio; e a placare il risentimento di quell'impulsivo e permaloso amico per la ritardata pubblicazione delle sue lettere, gli spiegava come tenesse, quando gli era possibile, qualche articolo di riserva per le set­timane di carestia onde non' avere ogni volta l'abisso del foglio da riempire senza aiuti e coll'obbligo fisso di non patire mai un mal di capo che gli impedisse di scrivere. A lui toccava poi il compito di appia­nare le divergenze di opinioni dei collaboratori con opera di persuasione poiché, diceva il Tenca, l'opera del giornale è un'opera collettiva, a cui parecchi concorrono cercando armonizzare fra loro a fine di darle quell'unità di forma e di concetti che ne costituisce la forza .3) Agli interessi generali del giornale egli sacrificava ogni ambizione letteraria e personale. Nella stessa lettera (molto interessante e che meriterebbe di essere tutta trascritta perchè costituisce una esposizione delle sue direttive quale direttore di giornale) al Camerini che deplorava al solito come fossero troppo sacrificate e mutilate le proprie corrispondenze scriveva: s'io dovessi dirle che mai una volta nella mia carriera ho scritto un articolo che fosse di piena mia soddisfazione, e non condannato a foggiarsi in quello spazio che il foglio concedeva, spesso anche angusto pel soverchiare d'altri articoli, a cui doveva far luogo, quasi sempre preci­pitato per supplire a qualche mancanza improvvisa, infine mal trattato per tutti i versi, ella appena mi crederebbe. Eppure tale è il lavoro facchi­nesco che mi sono imposto e giacché non posso far di più lo accetto rinun­ciando ad ogni mia compiacenza personale, solo mirando al fine del giornale .
La sorveglianza ostile delle Autorità era d'altra parte sempre viva, ed il Tenca cercava di sfuggire alla pericolosa inquisizione celando il nome dei corrispondenti con l'anonimo, persuaso che quanto più si può sottrarsi a certa vigilanza tanto più si può sperare di non dar ombra . 4) Ma se il giornale per le cure del tenace direttore andava assumendo sempre maggiore importanza e
) Lettera del 23 aprile 1854.
2) Lettera del 6 loglio 1856. Vedi anche lettera del 6 marzo 1856.
3) Lettera del 24 settembre 1854.
4) Lettera del 21 maggio 1854 ad E. Camerini.