Rassegna storica del Risorgimento
1849-1859 ; AUSTRIA ; GIORNALISMO
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1938
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Anna Pettinari
diffusione, " aveva anche (per quanto sfuggisse dalle basse polemiche personali di cui si compiacevano vari altri giornali italiani), molti nemici che coglievano ogni pretesto, diffondendo disfattiste notizie di divieti, ecc. per indurre i lettori ad abbandonare H Crepuscolo e che tentavano di minarne la resistenza.
La sospettosa attenzione della Polizia poi era aizzata probabilmente anche dalla nemica ingerenza del partito clericale. 2) Solo dalle lettere del Tenca abbiamo notizia delle nuove assurde vessatorie disposizioni emanate dall'Autorità locale sulla stampa nel 1856, quando già il giornale era in condizione pericolosa . Veniva fatto obbligo alla Autorità di polizia di sequestrare il giornale, qualora parlasse di libri sconosciuti, ma che potessero dar luogo al sospetto di venir vietati in seguito. s) Dapprima non si trattò probabilmente che di una blanda disposizione poco osservata, e caduta quindi in dimenticanza, poiché nel dicembre del 1856 per giustificare col Camerini le mutilazioni fatte a una sua lettera il Tenca gli dice: N' è causa un'ingiunzione partecipatami ier l'altro la quale fa obbligo ai giornalisti non solo di non menzionare libri e autori vietati, ma di tacere di quelli pur anco, su cui potesse cadere il divieto . Le disposizioni precedenti permettevano di dar cenno di sfuggita anche delle opere vietate di cui veniva di tanto in tanto mandato l'elenco. Notava poi il Tenca che l'innovazione non era una nuova legge né partiva dal ministero, ma era un'ordinanza dell'Autorità locale
fatta in servizio dei nostri gesuitanti che vorrebbero soppresse le poche libertà di stampa di coi godevasi. E l'ordinanza è motivata proprio dal Crepuscolo e dice per certo libro in ispecie che egli ha fatto gustare e che dovette essere rigorosamente vietato, Il quale libro, benché non nominato so che è La Riforma del Gioberti. I nostri clericali avrebbero arso II Crepuscolo, e insieme anche il redattore per averne dato un breve sunto. N'ebbi però prima un'ammonizione privata; poi non essendo creduta bastevole, si venne a questa ordinanza, la quale senta bene comanda a chi ha l'incarico di invigilare alla stampa, di sequestrare qualsiasi giornale portasse notizia o annunzio anche il più breve e indiretto di libri, non noti ancora alla revisione, ma che dal tìtolo, dal nome dell'autore, da altri indizii, o dalla semplice perspicacia di Ini gli sembrassero di natura di dover essere vietati, quando fossero introdotti. Ciò che è peggio della censura preventiva... La cosa è si grave e cosi contraria alla
1) Esemplari del Crepuscolo si esportavano anche in Francia ed in Inghilterra già nel 1854. Vedi la lettera del 12 giugno 1854 in cui il Tenca chiede al Camerini il suo interessamento per sapere so impostando a Torino vi sarebbero spese postali meno gravose. Nota che invece nel 1853 il Tenca si diceva precinsi dalla censura due terzi dell'Italia (lettera all' a Prato 28 marzo 1853).
2) Lettera del 23 novembre 1856.
9) Lettera del 2 febbraio 1856 ad E. Camerini.