Rassegna storica del Risorgimento

1849-1859 ; AUSTRIA ; GIORNALISMO
anno <1938>   pagina <389>
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// Governo austriaco e Il Crepuscolo (1849-1859) 389
tributa giusta lode, sia nel metterne in evidenza la serietà e il suo rimaner estraneo alle sciocche dispute e basse rivalità degli altri gior­nali ) sia, più tardi, nell'elogiare i collaboratori della simpatica e invitta chiesuola letteraria del Crepuscolo carroccio del giornalismo lombardo .2)
Nel maggio del 1857 al Crepuscolo, già colpito dal rigore della Polizia, ricordava il Machiavelli: eraforse ancora il consiglio del Colombo: destreggiarsi nel momento difficile e non eccedere in scrupoli. Ma più diritto cammino percorse il Tenca, certo accompagnato dalla simpatia del giornale umoristico che fece arditamente sentire la sua voce finché il Governo, non riuscendo a piegarlo lo costrinse a tacere. 3)
Vili.
La soppressione della parte politica fu un colpo molto grave per il giornale e ne vediamo il riflesso nelle lettere degli amici e collaboratori che fin dai primi del 1858 accennano a dubbi sulla possibilità della con­tinuazione del Crepuscolo. IlVieusseux, per esempio, scrivendo di notizie sinistre giuntegli riguardo al Crepuscolo ammira la costanza del Tenca e se ne rallegra con lui e col Lombardo Veneto che perdendo il Crepu­scolo perderebbe l'unico degno interprete dei suoi bisogni intellet­tuali. Egli si rendeva perfettamente conto come la mancanza della cronaca settimanale avrebbe fatto perdere al Tenca molti abbonati e come fosse difficile il fare qualche pratica per riottenere il permesso di trattare di politica. Anche Jacopo Cabianca, cui pure eran giunte notizie allarmanti, si compiace col Tenca perchè H Crepuscolo brava­mente resta sulla breccia nonostante gli assassini colpi della canaglia . 4)
È probabile che il Tenca tentasse di sapere direttamente da Vienna se non vi era possibilità di riprendere le Riviste settimanali. In propo­sito, per quanto non molto apertamente, gli scrive Enrico Cornet e mentre accenna alla difficoltà del tentativo rileva come persona auto­revole gli abbia confidato come il periodico sia considerato da alcuni addottrinati in tutte le maggiori sfere governative come il migliore dell'Impero. Ma tutti questi singoli furono impotenti allo sviare dal
l) L'Uomo di pietra, anno I, 1856, n. 3. 2J L'Uomo di pietra, 1856, n. 6.
3) Fu soppresso dopo il n. 17 del 23 aprilo 1859, che conteneva un ardito appas­sionato articolo che auspicava la resurrezione. Riprese le pubblicazioni dopo la cac­ciata degli Austriaci il 18 ghigno 1859.
4) Lettera del 28 dicembre 1858.