Rassegna storica del Risorgimento

1849-1859 ; AUSTRIA ; GIORNALISMO
anno <1938>   pagina <391>
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Il Governo austriaco e // Crepuscolo (1849-1859) 391
collaborazione e che il vostro aiuto mi sarebbe prezioso; ma non baste­rebbe esso solo a pormi in grado di andar innanzi come nel passato, sicché io credo che col prossimo numero sarò costretto a cessare di pubblicarlo . *) Il 31 maggio infatti la pubblicazione veniva sospesa per non riprendere che dopo la liberazione della Lombardia il 4 settem­bre. 2* Anteriore a questa ultima ripresa è la proposta di fondere Il Crepuscolo con la Rivista Contemporanea del Cesari, intermediario il Camerini. Il Tenca era allora ancora incerto sul prossimo avvenire del suo giornale; non eseludeva la possibilità di renderlo quotidiano, quando i tempi fossero stati più opportuni, per quanto confessasse che un settimanale rispondeva meglio alle sue inclinazioni, avverso come era <c alla politica minuta e battagliera e amante dei lavori ponderati e serii . 3) I giornali avevano carattere troppo distinto, ed egli non voleva impacciarsi con fusioni in quel momento di assestamento con­vinto che Il Crepuscolo è di quei giornali che o vivono come sono o muoiono, ma non si fondono con altri . H Tenca era anche persuaso che TI Crepuscolo avrebbe ripreso nuove energie e avrebbe avuto più largo sviluppo; ma in ciò non era buon profeta. Ritornato settimanale Il Crepuscolo in questa sua ripresa diede ampio campo alla trattazione politica rivolgendo la sua attenzione a problemi nazionali: Costituire il nuovo Stato uscito or ora dalla guerra, ordinare ed atteggiare l'Italia nelle condizioni che le son fatte, proseguire nella confusione degli eventi la tradizionale militante del pensiero nazionale.... Con­tinua così dignitosamente il suo cammino proponendosi per nobiltà di intenti e serietà di modi ad esempio agli altri giornali. H Crepuscolo vorrebbe , spiega il Tenca non foss'altro col contegno, far argine al vezzo dei nostri giornalisti i quali han sempre briga con tutti e fanno l'educazione politica del paese col cicaleccio e eoli'invettiva. *) E, a proposito delle critiche agli uomini e agli atti del Governo di Torino, pur ammettendo la possibilità di divergenze di vedute, ricordava al Camerini come convenisse ai Lombardi esser moderatissimi e benevoli, per non creare il benché minimo sospetto di gelosie locali, e per non provocare la giusta accusa di indebolire il Governo nel momento in cui ha maggior bisogno di essere forte per la questione esterna .5)
i) Museo del Risorgimento di Milano, Archivio generale. Voce: E. Fano.
2) Dal n. 12 la tipografia è quella di Pietro Agnelli. Ogni numero è ora non più di 16, ma di 24 pagine a due colonne pia fitte.
3) Lettera di E. Camerini* 30 agosto 1859. *) Lettera a E. Camerini, 5 settembre 1859. r>) Lettera del 12 settembre 1859.