Rassegna storica del Risorgimento

VITA
anno <1938>   pagina <394>
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IL COMUNE DI VITA E IL RISORGIMENTO ITALIANO I
Vita non potè dare e di fatto non diede un rilevante contributo alla causa del Risorgimento italiano. Paese, nella' grandissima maggio­ranza, di agricoltori, piccolo e fuori delle correnti politiche che si dibat­tevano nelle città e nei grossi paesi della Sicilia, trascurato o almeno non curato nella propaganda delle nuove idee politiche di libertà e dei nuovi orientamenti che facevano congiurati e agitatori, viveva ignara del fermento destinato a condurre l'Italia alla sua unità nazionale.
Soltanto un certo D. Antonino Ditta, ricco possidente del luogo, durante gli anni che precedettero Io sbarco di Garibaldi in Sicilia, era in relazione con gli uomini che prepararono la riscossa, specialmente col Crispi e con la Masa. Ma il Ditta, pur essendo un congiurato, o almeno a parte della congiura, era un esiliato del 1848 a Siracusa, e per questo motivo nulla potè fare per preparare gli animi dei suoi concittadini.J)
Insieme al Ditta un altro personaggio, al Ditta congiunto con vin­coli di parentela, merita di essere ricordato se non come congiurato, certo come un pioniere e buon patriota della Rivoluzione o almeno come un liberale della prima ora: D. Gaetano Di Giovanni.
Nel 1848 era comandante del forte di Santa Caterina di Favi-gnana con le funzioni di sottotenente e, per i sentimenti liberali dei quali faceva professione, fatto bersaglio della polizia fu obbligato dalla reazione borbonica a lasciare il suo ufficio. *)
Nello stesso anno fece parte della spedizione in Lombardia e la Patria riconoscente ai di lui unici gli conferi il grado di sottotenente effettivo. 3>
Nel mese di ottobre 1854 fu dagli sgherri della polizia borbonica arrestato e soffrì cinque mesi di Camera chiusa in Palermo e tre mesi di
1) Questa notizia mi è stata fornita dal nipote del Ditta, sig. Francesco Di Gio­vanni che sino a pochi anni addietro conservava lettere e telegrammi del La Masa e del Crispi ora smarriti.
?) Vedi certificato rilasciato dal Comandante militare di Favignana capitano Andrea Li Volsi, 20 aprile 1861. Visto dal Commissario dì guerra firmato Giuseppe Abate.
3) Vedi certificato lasciato dal Vice Comandante della Legione spedita in Lom­bardia nel 1848, maggior Palizzolo-Alcamo 30 maggio 1860. Visto per la legalizzazione della firma il Governatore di Alcamo barone Sant'Anna.