Rassegna storica del Risorgimento

VITA
anno <1938>   pagina <395>
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Il Comune di Vita e il Risorgimento italiano 395
domicilio forzoso in Monreale unitamente al barone Sant'Anna di Alcamo. *) Finalmente, per le sue benemerenze nella liberazione della Sicilia, nel 1860 gli fu concessa la medaglia di rame a norma del decreto 12 dicembre 1860 dal Luogotenente generale di Stato Maggiore nelle provincie siciliane.2)
Quando 1*11 maggio 1860 i Mille sbarcarono a Marsala e si sentì la ventata rivoluzionaria, il popolo di Vita provò trepidatone e spa­vento. Non già per attaccamento al Governo borbonico, ma perchè temeva che la nuova rivoluzione potesse rinnovare gli orrori, le stragi e le reazioni di quella del 1848.
Nei moti infatti del 1848 la plebe, sobillata da interessati mesta­tori, con ferocia belluina aveva assassinato, come abbiamo detto in altro studio, ben dodici galantuomini, come vengono chiamati qui i benestanti e i qualificali; assassini cui tennero dietro le immancabili punizioni cioè esilii, confini e fucilazioni. Tuttavia un manipolo di armati, sotto la guida del sig. Vincenzo Leone fu Erasmo, si recò la sera del 14 maggio a Salemi dove già trovavasi Garibaldi coi suoi.
Facevano parte di questo manipolo i due fratelli Saverio e Salvatore Cappello e il sedicenne Vito Genova fu Giuseppe.3)
Il più che nonagenario Vincenzo Ernmanuele, tuttora vivente e residente in Campobello di Mazara, mi fa sapere che il sopranno­minato Antonino Ditta, sbarcato Garibaldi a Marsala, da Siracusa volò a Vita, e arruolati una ventina di vitesi, dei quali per l'avanzata età non ricorda più i nomi, raggiunse Garibaldi a Salemi in Piazza S. Francesco . Lo stesso Emmanuele che faceva parte della squadra, mi riferisce di avere assistito ad un colloquio tra Garibaldi e il Ditta e che io per quel che vale trascrivo. Il Ditta consigliava il Garibaldi a proclamare la Repubblica siciliana, ma ne ebbe la recisa risposta che si occupava la Sicilia a nome e spese di Vittorio Emanuele e quindi non era possibile addivenire a tale proposta.
J> Certificato rilasciato in Palermo 9 luglio 1860 firmato barone Sant'Anna Stefano, e per la legalizzazione della firma visto il Consigliere anziano Angelo Calvino-Trapani 5 aprile 1861.
2) Dichiarazione del Prefetto di Palermo per delegazione del Ministero del­l'Interno, 20 novembre 1863* registrata negli Elenchi della Commissione numero d'ordine 437, firmato il Presidente La Loggia.
Questa documenti si trovano custoditi in casa della nuora Signora Leonarda Romano de) fu notar Girolamo,
3) Vedi prof. LA COXI*A, Salemi e i Mille, pag. X, il quale ci fa sapere che la minuscola squadra fu in casa del sig. Gaspare Salvo e che insieme alla squadra di Salemi seguì Garibaldi.