Rassegna storica del Risorgimento
VITA
anno
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1938
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pagina
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399
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Il Comune di Vita e il Risorgimento italiano 399
tempi un valore ingente per un piccolo Comune di poche migliaia di anime.
Un elogio, di indiscutibile certezza storica, alla generosità ed al patriottismo di Vita, e che sfata una leggenda ignominiosa che dipinge 1 cittadini di questo Comune come tanti predoni corsi al campo per spogliare e derubare morti e feriti per il deplorevole fatto che due di essi soltanto, del resto noti, compirono criminose e sciacallesche gesta, venne fatto dall'on. dottor Lampiàsi che ne fa testimonio oculare.
Trascrivo le sue parole: Io ebbi la fortuna di detergere le ferite dei caduti... Il domattina del combattimento più che sessanta gravissimi feriti erano giacenti sul pavimento della chiesa di S. Francesco della prossima Vita che ci fu tanto ospitale e larga di aiuti . *)
Un'altra testimonianza della generosità e del patriottismo del popolo vitese venne spontaneamente fatta dal colonnello Augusto Elia.
Trovandosi l'Elia il 27 maggio 1903 a Palermo nel vestibolo del Politeama dopo avere assistito alla lettura della Nuova Rapsodia Garibaldina fatta da Giovanni Marradi, ad un gruppo di amici ebbe a dire: Io sono vivo per Salvatore Romano di Vita che con tanto affetto e sollecitudine mi curò in casa sua. E sarei un ingiusto, se tacessi la generosità del signor Baldassare Leone che in quella occasione apri la casa ai feriti trasformandola in ospedale dove regnava sovrana la carità e la nobiltà d'animo della signora Caterina Farina . 2> Altro che predoni e sciacalli!
Oltre l'ospedale, alcuni cittadini vitesi offrirono le loro case per i feriti più gravi o per quelli di più alto grado militare e di distinta posizione sociale. A titolo di onore vanno ricordati l'arciprete dottor don Rocco Modica,3) la signora Scaduto, *) la famiglia Corrao *), il signor
x) Discorso letto sul campo di battaglia di Pianto Romano nella commemorazione del maggio 1884.
2) Vedi: Discorso manoscritto pronunziato dall'aw. Salvatore Romano fu Girolamo nel 1904 a Vita inaugurandosi una lapide in onoro di Ulisse Fedotti. Discorso che conserva la signora Leonarda Romano vedova Di Giovanni.
3) Nella casa dell'arciprete Modica, dove morì, fu ricoverato Luigi Martignonì, ferito di proiettile alla schiena.
4) Nella cesa della signora Scaduto furono ricoverati Ulisse Pcdocti e Maiocchi. Vedi LA COLLA, op. citi, p. 8.
5} La famiglia Corrao ricoverò Maldacea Moisè di Vincenzo da Foggia ferito al braccio sinistro, vedi I. LAMPIASI, Opera per V inaugurazione della lapide in memoria di Ulisse Pedoni, Trapani, Tipografia F.1U Marsala e C, p. 9.