Rassegna storica del Risorgimento

DE SANCTIS FRANCESCO ; CIRONI PIERO
anno <1938>   pagina <413>
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Noterelle desanctisiane di Piero Gironi 413
o Zugo. Venerdì 8. il prof, fece la sua ultima lezione, che lesse, e che dopo, come egli ha detto, inviò al Diritto di Torino perchè la stampasse. Dal Ticino passerà a Stresa per vedervi Alessandro Manzoni, e dopo andrà in Torino. Buon viaggio. Mélegari assistè sempre alle sue lesioni, e però è la simpatia più forte che qui abbia De Sanctis . *)
Mi sbaglierò ma qui c'è qualche cosa di piò che un dissenso dottrinale: siamo di fronte a una antipatia assai prossima alla malignità, che il Buon viaggio e l'accenno al Mélegari accentuano.
E apertamente avverso è il giudizio che segue sulla avvenuta stampa dell'ultima
lezione: 22 nel Diritto di Torino 14 agosto U discorso di chiusura del De Sanctis, un povero
e meschino discorsino per un asilo infantile. Ignoro come a un uomo possa venire in mente
di stampare quella roba, pensare che vi sia fuori dei dieci [scolari chi possa prendere
interesse a quel fatto e a quelle parole .
Non ho notizia che il De Sanctis e il Cironi, che del resto lasciò Zurigo il 13 otto­bre, all'indomani del ritorno del primo, avessero altri rapporti. L'antipatia per il letterato l'adorazione mazziniana dovevano impedire al Pratese di mantener buoni rapporti con l'altro, del quale mostrava di non tenere in gran conto neppure le notizie raccolte durante il viaggio di ritorno a Zurigo: 12 ottobre. Quest'oggi è giunto in Zurigo di ritorno dall'Italia il prof. De Sanctis. Egli dice sul serio come in Torino il partito libe­rale sia scoraggiato per le voci di malattia di Napoleone III che circolavano in questi ultimi giorni in quella città .
All'indomani il Cironi partiva per Lugano e il De Sanctis si preparava a riprendere le lezioni,2)
ALBERTO M. GHISALBEBTI
1) Yed. in Lettere da Zurigo, p. 38, Lettere a Virginia, p. 35, e Lettere dalVesilio, p. 93, il programma di questo viaggio, e rispettivamente nelle prime, pp. 41-44, nelle seconde, pp. 37-39, e nelle ultime, p. 96, gli accenni al viaggio stesso.
2) Nei tre volumi di lettere desanctisiane pubblicati dal Croce e pia volte citati non è notizia del Cironi che a p. 102 e 104 delle Lettere dall'esilio e a p. 78 delle Lettere da Zurigo. In queste ultime, annotando lo frase: Pensa che ho passato il Natale tra due antichità di Pozzuoli, Gidoni e Passerini , il Croce scrive: Gidoni: ignoro chi sia. Tn altri ricordi zurighesi del De Sanctis trovo Passerini e Cironi , ossia il mazziniano Pietro Cironi (1819-62) toscano, di Prato. Francesco Gidoni era amico del De Boni e del Cironi, il quale nei sui Diari si lamenta di certa istituzione di riunioni estivo ne giovedì, ideata appunto dal Gidoni ( Mio Dio quanta noia! , 17 aprile 1856).