Rassegna storica del Risorgimento

DE SANCTIS FRANCESCO ; CIRONI PIERO
anno <1938>   pagina <415>
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I LIBRI E PERIODICI
FRANCESCO FATTORELLO, Il Giornalismo italiano dalle origini agli anni 1848-184; Udine, Istituto delle Edizioni Accademiche, in 8, pp. "VTII-316. L. 30.
Da colui che Dante, con bella perifrasi, chiamò il messaggier che porta ulivo a colui che vocifera in tutte le ore al microfono, sciorinando ogni sorta di notizie; o anche dal malizioso Aretino che scriveva i suoi terribili judici mandando in giro gli strilloni per venderli, all'inviato speciale che fabbrica, da tutte le lontananze, le colonne per il suo giornale, non si può dire che il cammino sia stato breve, e tanto meno che sia stato infruttuoso.
Passano fra questi termini estremi vicende cosi varie e così numerose che pos­sono ben costituire materia per una vasta storia: la storia del giornalismo.
Francesco Fattorello ci avverte, sin dalla introduzione a questo suo volume, che egli non si è proposto di scrivere con esso questa storia, e nemmeno limitatamente al giornalismo italiano, ma che ha voluto, per il momento, dare uno schema di tale storia, segnarne i limiti e le traccia principali, e dirci insomma senza pretese di compiutezza quali siano stati i momenti dominanti, gli aspetti più evidenti, e le caratteristiche maggiori del giornalismo italiano, dalle origini al 1849.
Una simile dichiarazione ci assicura che FA. ha ben misurato l'importanza e la vastità del suo tema, e che è convinto di non poter giungere ad una storia completa in cui nulla venga trascurato od omesso, se non si procede a gradi, e se non si precede con saggi, attendendo parziali contributi da ogni parte e da tutti gli-studiosi della storia politica o della storia della letteratura italiana.
Quello adunque che egli ci offre, in questo volume, e un saggio: un saggio vasto ed organico, che segue altre pubblicazioni sullo stesso tema del Fattorello medesimo, e che attesta appunto quella progressione che lo condurrà indubbiamente a darci quella che è vivamente desiderata, ossia una compiuta e vera storia del giornalismo.
I rapporti fra il giornalismo e la vita letteraria e politica non sono soltanto evi­denti per logiche considerazioni, ma appaiono da elementi di fatto, sin dalle origini del giornalismo medesimo; ed il Fattorello offre esemplificazioni e riferimenti notevoli anche nel primo capitolo di questo libro, là dove tratta appunto delle origini del gior­nalismo in Italia. Senza dubbio con la parola giornalismo riferita a tempi abbastanza remoti non si deve tanto intendere la vita del giornale concepito modernamente, quanto piuttosto qualsiasi servizio che somigli o che preannunzi quello che sarà poi il servizio del giornale odierno.
In codesto senso lato va considerato come giornale qualsiasi foglio volante che sia atto a dare e a propagare notizie di qualunque natura e da qualunque fonte provengano.
Da questi primi fogli avrà poi origine quella che in Italia viene generalmente chia­mata (forse in omaggio alla ciarliera gazza?) la gazzetta: tipico foglio che vive parti­colarmente nella seconda metà del soc. XVII a Milano, a Torino, a Venezia, a Roma, nell'Umbria, a Genova, a Bologna, a Firenze, a Modena, ad Ancona, a Napoli, in Sicilia e via dicendo.
Nel secolo successivo, anche in Italia il giornale acquista quel carattere enciclo­pedico che risponde a dottrine e ad ideologie di quel tempo, e che serve, già sin d'allora, allo sviluppo di avvenimenti politico-sociali pur essendo ancora U giornale del sec XVII quasi esclusivamente un organo della cultura e non un organo politico.
Ininfluenza del giornale spazia, relativamente, in più largo campo nel periodo della rivoluzione francese e in quello del Bonaparte. In questi anni noi intravediamo con certezza che cosa diventerà il giornale in un tempo non lontano, e quale potere potrà esercitate nella vita dei popoli.