Rassegna storica del Risorgimento
DE SANCTIS FRANCESCO ; CIRONI PIERO
anno
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1938
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pagina
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Libri e periodici
U Fatterello avverte nettamente questo preannunzio che viene manifestandosi sullo scorcio del 1700 e nei primissimi anni del 1800, e lo illustra con ampiezza e con precisione. H giornalismo italiano del tempo scrive egli a un di presso - si trova nel gioco di tante forze contrastanti. E quindi il giornalismo ha assunto la sua vera fun-zione che è quella di essere palestra di dibattimenti, espressione del vario clima politico, bandiera di combattimento, e non già voce di concordi raganelle affioranti sullo stagno. Codesta riposante atmosfera caratterizzava appunto la vita del giornale prima che passasse l'ala della rivoluzione; e dalla putredine si salvava offrendo alla passione dei lettori problemi di cultura, di erudizione e di letteratura. Ma al nuovo giornalismo che si afferma nell'alba del secolo XIX, portano l'opera loro nomini che non sono soltanto dei dotti, ma che hanno una vera e gagliarda tempra di patrioti e di giornalisti insieme, quali Ugo Foscolo e Vincenzo Cuoco.
Perciò il giornalismo enciclopedico del secolo precedente lascia il posto, o una gran parte di posto, al giornalismo politico, dove sono in primo piano i problemi nazionali, quelli che la vicenda quotidiana, la tradizione e la passione offrono all'ansia degli italiani nuovi.
Ed ecco che la bellicosa azione del giornale si distende, in Italia, su più ampia fronte, e prende tutti gli aspetti di una lotta a fondo, condotta innanzi con ardore inusitato, in nome di contrastanti bandiere, in quella grande vigilia del riscatto che va dalla restaurazione del 1815 al fatidico avvento di Pio IX.
Quali e quanti nomi di giornali che valgono nella nostra storia come i nomi di belle battaglie ! 27 Messaggero Torinese, L'Antologìa, L'Indicatore Genovese, II Conciliatore, XI Politecnico, L'Indicatore Livornese sono appena alcuni dei tanti; e, fra i giornali dell'esilio, basterebbe ricordare per tutti La Giovine Italia.
Sono questi i fogli della preparazione morale e civile; coloro che li dirigono e che vi collaborano fanno ancora della cultura, e si rivolgono alla mente, ma per arrivare al cuore, e per creare una coscienza consapevole e capace di intendere il proprio imminente domani. E quindi codesto giornalismo è nettamente nazionale e rivoluzionario pur sotto il velame che i regimi e le opposizioni impongono.
Codesto ufficio rinnovatore del giornale italiano apparirà d'un tratto, come sole che squarcia le nubi, negli anni della speranza e della fede, e già nei fogli del 1847 è spiritualmente la lotta dei due anni grandiosi: 1848 e 1849. Durante poi le vicende di questi anni, il giornale prende posizione di avanguardia e di guida, e tutti i voti e gli ardori, come tutte le ire e le angoscie hanno quivi espressione. Giustamente il Fatterello riconosce il più alto valore al giornalismo di questi anni, emette in evidenza quale grande servizio esso abbia reso alla Causa nazionale, soprattutto facendosi alfiere di programmi e di metodi dai quali doveva poi scaturire il programma e il metodo unificatore. Tre grandi nomi basterebbero per rappresentare con dignità e splendore la famiglia giornalistica di questo periodo: Vincenzo Gioberti, Giuseppe Mazzini, Silvio Spaventa.
Questo è, in rapidissima visione, l'opera del Fatterello; il quale fa appello a tutti gli studiosi perchè gli siano larghi di informazioni e di consiglio, giacchécome dicevamo egli si è accinto con tutta serietà a condurre fino al compimento la sua nobile fatica.
Facile sarebbe riscontrare omissioni di nomi e di fatti giornalistici in questo suo volume. E l'A. stesso lo sa, e lo dice. Ora l'aiuto che gli si può dare, non è tanto nel rilevare codeste lacune proprie soltanto del libro, quanto piuttosto neU'indagare, ciascuno nell'ambito dei propri studi o della propria città e regione, se e quali siano state le manifestazioni giornalistiche, e che cosa esse abbiano rappresentato.
Di simili studi vedemmo saggi anche nella nostra Rassegna, e di ossi, come di altri, il Fatterello ha già fatto buon uso. Faremmo un lunghissimo elenco di nomi se dovessimo ricordare quanti hanno contribuite già nel senso sopra indicato. Tuttavia non vogliamo qui tacere di alcuni noti al Fatterello, quali Renato Sòriga, A. Del Pezzo, Albano Sorbetti, H. Cocconi, G. Sforza, N. Cortese, N. Bernardini, G. Fumagalli,
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