Rassegna storica del Risorgimento

DE SANCTIS FRANCESCO ; CIRONI PIERO
anno <1938>   pagina <419>
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Libri e periodici 419
scavando un solco sempre più profondo tra la Chiesa irrigidita nella sua tradizionale intransigenza e lo Stato avviato di giorno in giorno verso la democrazia. Michelet e Quinet furono i pròni a porre in luce le ragioni di questo progressivo distacco. Per il Michelet (Le Peuple. 1846) non è più. I1 umani tari sino d'origine illuministica, ma la religion de la patrie che deve sostituire il cattolicesimo come forza viva della nazione. Con l'avvento di Luigi Napoleone la Chiesa respira ma il pensiero laico resiste all'alleanza stretta tra il Clero e il Presidente e poi tra il Clero e l'Imperatore; progre­disce la scienza con i suoi riflessi politicosociali, e si affinano le armi della critica e della polemica. Verso il 1860-61 riprende la lotta, anche per diretta influenza della questione romana. I fatti che maturano in Italia destano un acuto interesse in Francia* dove tutti i gruppi intellettuali e politici prendono posizione. È in quest'epoca che SainteBeuve tuona in Senato contro il clericalismo. Lo spirito laico si propaga, ma in pari tempo degenera: la massoneria se ne giova e fa del programma laico la propria bandiera. Solo dopo il'71, e per breve periodo, il partito cattolico riguadagna terreno, perchè la religione è considerata politicamente come una salvaguardia contro il peri­colo sovversivo e rivoluzionario. Ma i repubblicani al potere, se rinunciano, per il momento, al progetto separatista, lavorano però febbrilmente all'organizzazione della scuola laica. Un riaccostamento tra le due correnti ostili si manifesta verso l'ultimo decennio; tuttavia lo sforzo di distensione rimane interrotto allo scoppio dell'affare Dreyfus. Si prepara cosi l'ora del trionfo per i separatisti che riportano piena vittoria nonostante la forte opposizione d'alcuni tra gli stessi difensori della laicità dello Stato.
CARLO MORANDI
ANTONIO MONTI, Carlo Cattaneo (n. 27 de La centuria di ferro); Milano, Casa Editrice 0. Zncchi S. A., in 16, pp. 116. L. 4.
In questa Collana (e di collane non c'è davvero penuria) la quale vuol essere una rapida e palpitante rassegna, davanti ad un pubblico vasto e vario, dei grandi italiani vissuti dal 1800 in poi, Antonio Monti ha svolto il suo tema sul Cattaneo. l'ha svolto agevolmente, da par suo, con l'aria di chi, abituato a dar pennellate su grandi scenari, si diverte a tratteggiare un quadretto. Nessun dubbio, adunque, sulla capacità con cui l'A. di queste pagine ha trattato di Carlo Cattaneo. Ma il Monti ed è questo che ci piace di rilevare ha guardato il suo soggetto con serenità e sim­patia tutta singolare e molto bene spesa, cosicché ha proprio applicato nel sno breve ed efficace studio quella legge di cui egli stesso si fa banditore anche a pag. 95 di questa pubblicazione, là dove dice che lo storico come deve astenersi da ogni polemica con gli uomini scomparsi, cosi deve guardarsi dalla puerilità di redarguirli per non aver fatto ciò che egli, storico, giudica che sarebbe stato* bene di fare .
Ora era facile peccare contro questo comandamento molto probo, anche a propo­sito di Carlo Cattaneo, come si è peccato e si pecca a proposito del Gioberti e di quanti espressero la loro passione patriottica non tanto nei gesti clamorosi, quanto piuttosto nell'analisi di problemi e nel vaglio di sol azioni che se non furono quello della storia tuttavia sugli avvenimenti storici ebbero tanto peso, e del pensiero politico italiano rimangono pur sempre valida ed animosa espressione.
La mole e il carattere della monografia riguardante il Cattaneo, ci potrebbe indurre a pensare senz'altro,. che nulla vi possa essere di nuovo per Io studioso del Risorgi­mento. Eppure noi abbiamo avuto l'impressione di rivedere il Cattaneo alla luce di certe considerazioni e riflessioni, buttate là con tutta certezza, da dovere quasi confes­sare di avere appreso qualche cosa a cui non avevamo pensato sufficientemente. Tali sono, per esempio, alcuni rilievi a proposito del Politecnico, o altri a proposito dello ordinamento scolastico ideato dal Cattaneo.
È fuor di dubbio poi, che chiunque aia il lettore di queste pagine, esse fanno onore alla Collana di cui sono parte. PIERO ZAMA