Rassegna storica del Risorgimento

MINGHETTI MARCO
anno <1938>   pagina <446>
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Achille Norsa
non solo della Francia, ma per tutto il mondo. E cosi con la politica ho proprio cominciata la mia vita morale, la quale m'ha accompagnato sinora dandomi alcune grandi contentezze sehhene mescolate a forti dolori.x)
Pio Sarti, bello d'aspetto, cuore ardente e generoso, disinteressato sino al sacrificio, vera tempra di patriota e di cospiratore doveva esercitare, si comprende facilmente, un grande fascino intorno a se, specie in casa Minghetti, dov'era amato come il parente prediletto.
Fu lui principalmente ad ispirare al nostro Marco senti­menti vivissimi di patriottismo, e l'opera educativa dello zio sarebbe stata ancora più efficace, se l'esilio non lo avesse tosto e per molti anni allontanato dalla patria, come uno dei capi della rivoluzione del 1831.
Gomunque è notevole il fatto che il Minghetti attribuisca ai consigli dello zio, oltre che alla sua propria indole, l'essersi sempre astenuto dal partecipare a società segrete, le quali egli non giustificò mai nella sua retta coscienza.
Altri ricordi di quel tempo si ricollegano appunto alla rivoluzione del '31: il Minghetti ebbe in quella occasione un piccolo incarico di fiducia, del quale allora molto inorgoglì, e cioè quello della consegna in forma solenne al Governo Prov­visorio, allora costituitosi nelle provincie insorte, di alcune migliaia di scudi, raccolti da un comitato di signore, per la provvista delle armi necessarie alla difesa.
C'era un gran via-vai in casa sua al tempo di quel moto, e rammenta altresì il Minghetti d'aver pianto d'ira e di dolore per la coraggiosa, ma infelice resistenza dello Zucchi a Riinini. Cosi il ricordo domestico di quel primo tentativo di realizzazione pratica, di quel moto senza finalità ben defi­nite, ma pacifico ed onesto, lasciando nell'animo di Marco e dei suoi coetanei una traccia incancellabile, impedì che
l) Cfr. H. MlNGHETTI, OP* t., p. 4.