Rassegna storica del Risorgimento

MINGHETTI MARCO
anno <1938>   pagina <455>
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La giovinezza e le prime esperienze politiche, ecc. 455
bella prova di quelle che saranno le sue qualità migliori: l'ordine e la chiarezza delle idee: mentre le ridondanze della forma e del periodo qua e là involuto, tradiscono qualche volta una mano ancora inesperta.
PRIMI ORIENTAMENTI PATRIOTTICI E PRIME ATTIVITI PRATICHE
Questi studi, quali che fossero, dichiara il Minghetti, prendevano vigore dal fine a cui miravano, cioè dall'Italia. Questo era il pensiero continuo e fervente dell'animo di noi giovani, questo ci animava e c'imponeva il dovere di prepararci alla nobile impresa della sua reden­zione. Come e quando ne verrebbe la opportunità? Con quali mezzi potrebbe tentarsi? Non lo sapevamo e passavamo da fervide illusioni a sconforti desolati. *)
Egli stesso nella seconda delle due lettere testé ricordate scriveva queste significative parole:
... a noi si conviene... tanto più una educazione forte e vigorosa, quantocchè, se gli altri popoli hanno da mantenere quel grado in che sono saliti, a noi si conviene di acquistarlo, e di crearci nuovamente una patria.2)
Nonostante la vigilanza della polizia e i sistemi subdoli da essa usati, le idee di patria e di libertà trovavano il modo di infil­trarsi dappertutto. È difficile oggi immaginare gli entusiasmi suscitati in quei tempi fortunosi dalle poesie del Giusti e del Berchet, dai romanzi del Guerrazzi e del d'Azeglio, dalle storie del Botta e del Colletta, dalle memorie del Pellico e del Gonfalonieri, dagli opuscoli e dai foglietti di propaganda segretamente diffusi dal Mazzini e dai suoi.
Ma in tanto agitarsi di idee vaghe, di sentimenti ancor mal definiti, qual era o quale poteva essere l'atteggiamento
1) Cfr. Bicordi, voi. I, p. 70.
?) Cfr. Ibid., p. 89 e Scritti vari, p. 103.