Rassegna storica del Risorgimento

MINGHETTI MARCO
anno <1938>   pagina <459>
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La giovinezza e le prime esperienze politiche, ecc. 459
Verso il 1840, prima ancora che avesse raggiunto l'età maggiore ricevette dalla madre ramministrazione della parte di patrimonio che gli spettava, e fin d'allora prese vivo inte­resse nel dirigere personalmente la coltura dei suoi poderi, ritemprandosi in questo sano ed utile lavoro dalle fatiche degli studi.
Potè in tal modo, come s'è visto, essere chiamato a far parte della Società Agraria, di cui era presidente Carlo Berti Pichat, patriota ed agronomo.
Quivi, col Minghetti, col Montanari, col Berti, con l'Andi­no t, con l'Ercolani, col marchese Tartari, si riuniva il fiore della gioventù bolognese, e qui fra le discussioni tecniche di agraria e di economia, facevano spesso capolino le idee poli­tiche di patria e di libertà. Erano riunioni pacifiche ed apparen­temente innocue di poche decine di giovani colti, non diverse da quelle della Società medico-chirurgica, presso la quale il Minghetti contava alcune preziose amicizie, e molto simili ad altre adunanze di istituzioni consorelle del Piemonte, della Lombardia e della Toscana.
Eppure, come palestra di discussioni serie ed animate, come mezzo d'intesa e di affiatamento, quelle riunioni concor­sero assai più di quanto comunemente non si pensi alla pre­parazione del risorgimento nazionale, iniziando quell'opera di educazione civile che sola era possibile allora all'infuori delle sette.
Tanto ciò è vero, che una serie di congressi scientifici nazio­nali precedette il moto riformatore del 1846-47 e la rivoluzione del 1848; e il Minghetti che ad ognuna di quelle riunioni par­tecipò coll'entusiasmo proprio di quei tempi, poteva fin dal 1841 scrivere da Firenze al Medici:
Non si sente parlare né di municipi, né di provincie, ma d'Italia. l>
l) Cfr. MINGETETI*!, Ricordi, voi. I, p. 91.