Rassegna storica del Risorgimento
MINGHETTI MARCO
anno
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1938
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pagina
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465
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La giovinezza e le prime esperienze politiche, ecc. 465
Giudizio severo e forse ingiusto, se vuoisi, e veramente uno dei pochissimi del Minghetti, abitualmente cosi mite ed equanime, e solo in parte rispondente a verità, almeno sotto un certo punto di vista.
Chiederà taluno: non poteva il Minghetti essere mosso ad esprimersi così dall'atteggiamento di recisa opposizione assunto dal Mazzini di fronte a lui ed al suo partito, e segnatamente dall'aspra condanna della Convenzione di settembre che ' l'esule implacato eLhe a pronunziare? Troppo superiore ad ogni personalismo era il Minghetti, perchè una simile insinuazione possa ammettersi con fondamento: egli ben ricordava le gravi difficoltà suscitate al Governo piemontese e al Cavour da Mazzini e dai suoi fra il '49 e il '61; e si noti d'altronde che nei Ricordi lo statista bolognese non mancò di porre in rilievo l'efficacia ai fini nazionali del primo periodo della propaganda mazziniana fra il '30 e il '40.x)
E poi, come già si è notato questi due uomini erano troppo diversi per potersi comprendere, per quanto ispirati entrambi da idealità nobilissime: par quasi che il Minghetti non sappia perdonare al Mazzini, oltre ad una mancata aperta sconfessione del delitto politico, il grave difetto del senso realistico indispensabile in chi voglia operare efficacemente sulla realtà, difetto che fu una della cause precipue dei suoi insuccessi.
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MARCO MINGHETTI E V. GIOBERTI SUA ADESIONE ALL'INDIRIZZO MODERATO. - Passando da Zurigo, nel ritorno in Italia, il Minghetti ebbe la ventura e la grandissima gioia di conoscere l'altro grande esule, il cui nome oggi la storia associa a quello di Mazzini: Vincenzo Gioberti; l'uomo che
!) Cfr. Ibid. voi. L p. 73.