Rassegna storica del Risorgimento
MINGHETTI MARCO
anno
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1938
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pagina
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474
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474 Achille Norsa
quel tempo, non mi meraviglio dell'entusiasmo onde tutti gli animi erano presi, e che ci faceva velo sulle difficoltà che sarebbero sorte in breve a contrastare la ben incominciata opera. *)
Massimo d'Azeglio a sua volta, avvertiva:
... Dal '45 al '48 era cosa che colpiva il vedere come il primo e magnifico movimento italiano, le prime speranze un po'fondate d'indipendenza e d'onor nazionale, avevano a un tratto fatto sbocciare in tutti i cuori sentimenti belli e generosi, dei quali io, che da tant'anni giravo in su e in giù per l'Italia, dirado avevo trovato traccia per l'addietro. 2)
* * * M. MlNGHETTI GIORNALISTA NEL FELSINEO. - Ma appunto
per contrastare alle difficoltà che già turbavano la bella concordia di quel movimento, si rendeva indispensabile una adeguata opera di persuasione che tenesse fermi gli animi nella fiducia in Pio IX e impedisse il diffondersi delle dottrine avversarie del partito democratico, degli esaltati i quali, sempre insoddisfatti avrebbero tutto mutato volontieri in un sol tratto, compromettendo con le smodate loro pretese, il poco che si era guadagnato a prezzo di tanti sforzi.
Ora la propaganda alla quale si è più sopra accennato, svolgendosi tra amici, tra persone già convinte, e quasi solo nei maggiori centri, per quanto utile, non era certo bastevole ai fini qui indicati. Ben lo sentirono i patriotti, i quali tra le loro più insistenti richieste, posero quella di una moderata libertà di stampa concessa alla fine da Pio IX, dal Granduca Leopoldo e da Carlo Alberto. La stampa periodica divenne così strumento naturale di diffusione delle nuove idee e insieme campo alle lotte fra le diverse correnti politiche.
A Torino, a Firenze, a Roma, sorsero come per incanto numerosi giornali: il Risorgimento, VOpinione, la Patria, il
1) Cfr. M. MXNGHETTI, Ricordi, voi. I, p. 205.
2) Cfr. M. D'AZEGLIO, I miei ricordi, Firenze 1876; voi. II, cap. 34, p. 444.