Rassegna storica del Risorgimento

MINGHETTI MARCO
anno <1938>   pagina <476>
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476 Achille Nona
ben preparati ad ascoltarli. Fu però grande loro merito aver veduta e adottata la sola via sicura.11
Per questo metodo, proseguiva il Felsineo, verranno combattute le teorìe inconvenienti o esagerate; eliminate le tendenze inopportune...
e aggiungeva:
Gran bisogno abbiamo noi di operosità in tutte le classi... V'ha chi ammanta l'indolenza col nome di moderazione, indifferente nei principi, pusillanime negli atti, beato della mollezza e del riposo. Costoro non moderati si vogliono chiamare, ma ignavi; che l'uomo moderato come noi intendiamo, tenendosi lontano dagli estremi, vuole ed opera con perseveranza.
Questi passi possono darci una chiara idea del programma d'azione adottato e fedelmente seguito dal Minghetti, un programma liberale nel genuino senso della parola in quanto non chiedeva che ogni miglioramento venisse dall'alto, dal­l'azione dello Stato, ma vbleva cbe gli individui ed i gruppi fossero i primi artefici di ogni progresso, e soprattutto perchè in essi si rispecchia il carattere dell'uomo quale potremo conoscerlo più tardi, deputato e ministro di Vittorio Ema­nuele II, e quale fin d'allora doveva apparire ai rivoluzio­nari milanesi, nella preziosa testimonianza di uno di loro riferitaci da Francesco Crispi: Presso i patrioti, egli narra, i quali erano allora impazienti di sdegno e vergognosi di indugio, il giovane rappresentante della manesca Romagna parve cauto troppo e riflessivo, tanto erano misurate le sue parole e temperati i suoi giudizi, tanto chiaramente mo­strava che non gli piaceva promettere troppo di se e promet­tersi troppo degli altri .a)
i) Cfr. TORHACA, 3tid.f p. 18.
2) cfr. F, CRISPI, Elogio di M. Minghetti pronunciato all'Associazione Nazionale della Stampa in Roma il 16 gennaio 1887 e pubblicato in Scritti e discorsi politici, Unione Cooperativa Editrice, Roma 1890, p. 668.