Rassegna storica del Risorgimento
MINGHETTI MARCO
anno
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1938
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pagina
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481
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La giovinezza e le prime esperienze politiche, ecc. 481
di un Papa come Pio IX, d'animo naturalmente mite e di sentimenti liberali, chi mai avrebbe saputo resistere all'onda travolgente di un popolo intero che lo idolatrava? Ma d'altra parte, come avrebbe potuto il capo di un'istituzione universale, farsi campione di una causa pur nobilissima, ma limitata al riscatto di un popolo? E gli Austriaci, non erano anch'essi cattolici e non meritavano con ugual diritto il suo paterno affetto e la sua protezione?
S'aggiunga l'opposizione sorda e tenace, incontrata dallo stesso Pio IX e che si ringagliardiva ad ogni più. modesta riforma.
Così, ad un certo momento, ogni nuova concessione avrebbe dovuto in cuor suo essere l'ultima, e non poteva esserlo poiché diveniva motivo a nuove e più audaci richieste.
Così, fra difficoltà che solo il buon volere di Pio IX e l'entusiasmo del popolo superarono, le cose procedettero abbastanza bene fino a che il moto italiano non ebbe circoscritti i suoi immediati obbiettivi. Ma quando il sentimento nazionale proruppe irrefrenabile nelle rivoluzioni di Milano e di Venezia e nella guerra all'Austria, Pio IX si vide costretto a scegliere tra la sua qualità d'Italiano e di Pastore del mondo cattolico : da una parte era una giovane nazione piena di fervore per liberarsi dallo straniero; dall'altra i doveri del Capo della Chiesa e lo stesso suo prestigio : la scelta era inevitabile.
Ed ecco l'allocuzione del 29 aprile 1848; la prima causa, ma non certamente la sola della catastrofe di un movimento che si era iniziato colle migliori promesse di rapido trionfo.
Dopo il primo disinganno, ecco seguire gli altri e non meno amari: vinto due volte a Custoza e a Novara l'esercito piemontese, valoroso, ma privo di abili capi, e del concorso efficace del rimanente della penisola; vinta anche la rivoluzione dopo un effimero successo a Roma e in Toscana, Pio IX in fuga; e da ultimo il ritorno degli oppressori e la