Rassegna storica del Risorgimento
CARACCIOLO FRANCESCO
anno
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1938
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pagina
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486
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486 Ambrogino Caracciolo di Torchiarolo
S. Erauio e duchi di Montenegro, nel quale pei matrimonio di una Gambacorta andò a finire il marchesato di Brienza ed il principato di Atena ereditati dalla madre di costei, ultima di un'altra celebre linea di casa Caracciolo. Era perciò un collaterale dei Caracciolo di Avellino di Torcila e di Torchiarolo, che coi marchesi di Brienza avevano
10 stipite comune in un conte di Gallarate, fratello di quel famoso cardinale Marino Caracciolo morto nel 1538 governatore dello Stato di Milano quando già universalmente era designato come l'immancabile successore del papa Paolo III.
E poiché il marchesato di S. Eramo per via di donne era passato in una linea dei Caracciolo Pisquizi, ed il ducato di Montenegro era stato alienato, il titolo materno di marchese di Brienza divenne il principale della casa.
Però la Gambacorta che sposando divenne duchessa di Montenegro e per l'alienazione di questo feudo ritornò marchesa di Brienza, dalla sua famiglia paterna avrebbe dovuto ereditare anche i titoli ed i feudi di principe di Macchia e marchese di Celenza da lei eretti in secondo genitura a favore del suo secondogenito Giambattista avo dell'ammiraglio j
Ma questi feudi furono confiscati dopo la decapitazione dell'ultimo principe di Macchia a seguito della congiura che da lui prese il nome, perciò il re Carlo Borbone nel 1738 concesse al figlio di Giambattista Michele Caracciolo (padre dell'ammiraglio) il titolo di duca sul cognome.
11 predicato rimase quello dei marchesi di Brienza. Meglio sarà ora approfondire quali fossero le convinzioni religiose del Caracciolo, a cui se non erro, fu perfino intitolata una loggia massonica napoletana. Lo sforzo non sarà enorme, perchè a parte la religiosità tradizionale della sua famiglia, la prima educazione ricevuta nell'infanzia nel collegio dei Caracciolo diretto dai Padri Scolopii, la sua ammissione nell'Ordine di Malta come cavaliere di giustizia, la sua ammissione come confratello nell'arcieonfraternita di N. S. di Montecalvario di Napoli, la benevolenza mostratagli nel 1789 dal Papa Pio VT con la concessione di una pensione; vi è un documento di particolare importanza che riporta senza velami la sua professione di fede*
*) Nel 1789 quando il Caracciolo era già capitano di fregata ebbe di moti* proprio dal Papa Pio VI con lettere apostoliche del 13 aprile una pensione annua di 65 ducati d'oro di camera e nove giulii di moneta romana sui frutti della mensa vescovile di Monopoli da essergli corrisposta vita durante, e come dice la bolla edam si tu laicus existas, ut pitta tur et clericali caractere Te insigniti minime sacras, et deincepsin Habìtu, et Tonsura clericalibus iuxta formosa Constitutionis fdicis Recordationis Sixti PP. V